Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr. Federico Baranzini dr. Federico Baranzini 2 anni, 1 mese fa.

Lui è un eterno indeciso

    Buona giornata a tutti,
    scrivo per avere un parere, consiglio psicologico, parere disinteressato, di tutti i generi in quanto sono sbigottita per la fine di una storia d’amore in cui ho messo l’anima.
    13 anni fa ho conosciuto un uomo 15 anni più grande di me (ora ne ho 35), la nostra relazione è proceduta all’incontrario nel senso che prima ci siamo piaciuti e poi frequentati….dopo 5 anni senza essere ne carne ne pesce gli chiedo una cosa seria e lui tentenna…io mi stanco e mi fidanzo con un altro, lui sta malissimo e mi accusa di averlo tradito..ma se neanche siamo stati insieme…va da un terapeuta per un po’ di tempo forse per superare la crisi (queste cose me le dirà in seguito), continua sempre a cercarmi nonostante i miei rifiuti e io sia fidanzata.
    Dopo 2 anni mi lasciò e lui alla carica ci frequentiamo un altro po’ sempre nel momento in cui gli chiedo una cosa seria, lui tentenna, così ci perdiamo di vista, io ho altre amicizie ma non mi fidanzo.
    Nel frattempo lui non ha mai smesso di insistere, così cedo e ci rivediamo di nuovo però la situazione nn cambia…stavolta scappa….capisco di avere a che fare con un Peter Pan mai stato fidanzato, che ha incontrato donne sbagliate, legato forse troppo alla famiglia e soprattutto alla mamma (lui vive distante dalla famiglia).
    Inizio a cercalo io, per un po’ di mesi lui è ancora dal terapeuta per disturbi ossessivo compulsivi (non so da cosa o da chi), quando perdo la speranza mi cerca lui e dopo 10 anni finalmente ci fidanziamo ufficialmente: va tutto bene, ci vediamo e sentiamo tutti i giorni, vacanze insieme, lui galante, dolce, affettuoso,..un amore perfetto…cambia lavoro, prende la residenza in città, si stacca un po’ dalla famiglia, acquista sicurezza, interrompe dallo psicologo.
    Gli unici punti dolenti del nostro rapporto sono: da parte mia non sopporto il legame morboso anche troppo con le sorelle e la famiglia (la mamma è malata), sebbene lui mi rassicuri sul fatto che sono cose distinte dice lui, manifesta soprattutto quando è in famiglia un atteggiamento immaturo, infantile che non sopporto (detto in parole povere sta sempre dietro alla sorella), io mi sento messa da parte, questo lui se ne accorge e se ne dispiace.
    Da parte sua non sopporta il mio atteggiamento possessivo ed accentratore, come se esistessi solo io, dobbiamo fare sempre come dico io e simili.
    La famiglia non si intromette, anche se io non la digerisco cerco sempre di essere educata, lui lo sa e se ne dispiace, però le sorelle e nipoti donne continuano a dirgli che è cambiato, quest’anno ha avuto un lutto del padre e io gli sono stata sempre vicino, non l’ho mai abbandonato nonostante avessi l’atteggiamento possessivo.
    Quest’estate lo vedo strano e non so che gli prende, forse perché abbiamo fatto troppe cose come dicevo io, al rientro cambia, è freddo, distante, muto (lui è un parlone), gli chiedo che cos’ha e mi dice mille scuse: è scoglionato, non sta bene in questa relazione, forse si è stancato, l’atteggiamento possessivo, non si sente quello di prima, vuole tornare al suo paese, non è contento.
    Litighiamo e sbotta che non vuole più vedermi: ora è da una settimana che non si fa vivo….come spiegare il suo comportamento? se volessi riconquistarlo come potrei fare? Ci tengo tanto a lui prima di dire basta per sempre vorrei almeno fare un tentativo di ripensamento.
    Lui è eterno indeciso su ogni cosa capace di dire una cosa e farne un’altra….poi vorrei chiedere secondo lei da che cosa è ossessionato?…

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Cara Angie

    mi perdoni la franchezza ma da quello che scrive mi pare che gli aspetti infantili e di immaturità rappresentino la materia del vostro rapporto.

    Il suo compagno pare ossessionato dal non contrastare e deludere nessuno in una eterna lotta tra affetti primari (famiglia) istinto e ricerca di una soddisfazione relazionale propria (con una partner come lei per esempio). E’ sicura che avere un comportamento accentratore e possessivo come dice lei stessa di avere (e come parrebbe essere quello della famiglia d’origine composta soprattutto da donne) sia la modalità relazionale più adeguata? Non è un replicare quanto il suo compagno già conosce e dal quale forse non vede l’ora di allontanarsi (ossessivamente)?

    Ci rifletta bene

    Cordiali saluti

    Federico Baranzini

    Risposta
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