Questo argomento contiene 2 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Silvia Bassi Dr.ssa Silvia Bassi 3 anni, 2 mesi fa.

Terrore della solitudine

    Salve.
    Mi chiamo Federica, ho 18 anni, frequento ancora il 5 anno di liceo. Sono una ragazza abbastanza carina, vado bene a scuola e ho una famiglia meravigliosa. Non ho nulla che mi manca. Eppure sento che qualcosa che non mi permette di vivere.
    Parto dal fatto che ho cambiato tanti di quegli amici che ho perso il conto. Ho un carattere insopportabile, sono paranoica e non faccio altro che far scappare tutti. Ho provato a cambiare le cose negative del mio carattere, ma questo mi ha portato soltanto a chiudermi in me stessa. Ora non parlo più di me a nessuno…tanto che non mi riconosco più. Lo so che è una situazione assurda…ho solo 18 anni, chissà quante cose belle mi aspettano. Me lo ripeto ogni giorno, ma sono stanca di aspettare. Sono rimasta sola, senza amici, senza un ragazzo (il mio ex mi ha lasciato 7 mesi fa), e le uniche persone che sanno della mia esistenza sono la mia famiglia ed un ragazzo a cui piaccio… persona veramente stupenda, e che ovviamente non vuole la mia amicizia. Ma io non posso dare lui nient’altro che un’amicizia, e quindi non ho risposto più ai suoi messaggi. L’ho illuso solamente perché sono terrorizzata dalla solitudine e non sapevo chi chiamare un sabato sera. Passo i sabati sera o a bere con sconosciuti che puntualmente ci provano e poi non mi calcolano per il resto della vita, oppure a casa a dormire. Mentre passo le giornate a studiare, o a dormire, oppure inizierò piscina tra poco. Ma niente mi appassiona, non ho niente da fare durante le mie noiose e insignificanti giornate. Ho provato ad iniziare nuove cose, ma sembra quasi che mi manchi la forza. L’unica mia salvezza è pensare al futuro, organizzare il futuro, quando andrò via, e pensare che potrò ricrearmi una vita, e che magari potrò combattere questa paura di stare da sola. Ma poi ragiono un po’ e capisco che le cose non cambieranno mai, che non sono MAI stata capace di mantenere delle relazioni. E, quindi, non riesco più a fare nulla. La solitudine mi sta uccidendo da dentro. A volte quando sto da sola ho paura,ed inizio a tremare e mi viene da vomitare. Ho smesso di mangiare di gusto, ho smesso di fare tutto di gusto perché nulla ha senso se non è condivisa con qualcun altro. Mi sento un’idiota a pensarla così. Solamente quando non sono “sola” e sono in compagnia sto “bene”… anche se poi sono molto spesso sola lo sono comunque, forse anche di più, perché sono fuori da un gruppo di persone che ridono e scherzano, che si raccontano delle cose, o che fanno semplicemente due chiacchiere. Io non sono più in grado di ridere a una battuta, né di divertirmi, né di raccontare qualcosa. Non so mai di cosa parlare.
    E, anche in questo caso, non so più che cosa dire.
    Ho letto un post su questo sito, chiamato “Non ho più rapporti sociali, niente attrae la mia attenzione e mi sento sempre insicura”. Tutto quello che dice questa ragazza è esattamente quello che sento io.

    Risposta
    Dr.ssa Emanuela Venanzoni

    Cara Federica, da quello che scrive è senz’altro un momento delicato nel quale si stanno affacciando tante cose e nel quale mi sembra di capire si sta ponendo delle domande su di lei e su questa incapacità di mantenere le relazioni come ha più volte sottolineato.

    Mi arriva anche molto questa sua paura di stare da sola e di non avere diciamo passioni o magari voglia di centrarsi di più su qualcosa che le piace e la fa stare bene; può essere, data la sua giovane età che si tratti di una fase che sta attraversando in cui ancora si stanno costruendo le relazioni ed in cui molto probabilmente si sta costruendo anche lei, sia da un punto di vista emotivo che psicologico.

    Quindi, può succedere che ci possa essere una sorta chiamiamola di instabilità sia nel mantenere le amicizie, sia nel comprendere davvero cosa le piace, cosa desidera e cosa vuole fare nel suo futuro che come ha scritto può riservarle davvero molte cose belle da assaporare e da vivere.
    Ma ora come ora mi concentrerei di più sulla voglia di conoscere sè stessa e la donna che sta diventando, stando molto sul presente e su quello che vive ogni giorno; credo che possa essere utile vedere se nel tempo, iniziando come scriveva anche a fare sport, ci possono essere dei cambiamenti umorali e magari proprio nella cerchia della piscina avere la possibilità di conoscere delle nuove persone dandosi nuove opportunità, nuovi ambienti possono talvolta aprire e dare tante visioni diverse di noi stessi e di come ci si muove nel mondo.

    Laddove nota che questo passaggio fa fatica ad arrivare o non porta giovamenti al suo umore e alla sua modalità di entrare in relazione con gli altri, allora forse può essere utile chiedere di fare un percorso con uno specilista, orientato più che altro su aspetti motivazionali e relazionali e sul farla entrare di più in contatto con sè stessa e con il suo mondo emotivo che da quello che mi sono un pò immaginata, e mi scuso se è una mia fantasia, fa fatica ad uscire fuori e ad esprimersi, lavorando nello stesso tenpo, sulla paura della solitudine affinchè non sia solo uno spauracchio da affrontare, ma una sana compagnia dove, qualche volta stare, per ritrovare un pieno contatto con sè stessa.

    Un caro saluto,

    Dott.ssa Emanuela Venanzoni.

    Risposta
    Dr.ssa Silvia Bassi

    Gentile Federica,
    posso percepire il senso di confusione e smarrimento che sta provando in questo comprensibile periodo della sua vita.
    Mentre leggevo le sue parole percepivo un focus di attenzione rivolto all’esterno e ho pensato a questa frase: la realtà intorno a noi è oggettiva e difficilmente modificabile, per percepirne un cambiamento sarebbe utile prima di tutto porre delle domande a se stessi e cercare di trovare le proprie risorse per affrontare ciò che accade.
    Il periodo che sta affrontando è riconducibile anche alla sua età, un periodo probabilmente di domande ed instabilità affettiva e relazionale. In questo momento sta cercando di costruirsi la propria identità ma investendo la maggior parte delle sue energie sulle relazione e su ciò che accade all’esterno di lei, risulta maggiormente difficoltoso relazionarsi con se stessa. Grazie ad un aiuto professionale adatto alla sua persona probabilmente potrà raggiungere uno stato di benessere con sé stessa e anche con la sua solitudine, che forse non apparirà più così spaventosa come ad oggi. Le paure esterne sono uno specchio di insicurezze e paure interne, a volte un punto di vista alternativo a quello che si sta vivendo potrebbe essere molto utile per cambiare il proprio modo di pensare e vivere le situazioni.

    Cordiali saluti,
    Dott.sa Silvia Bassi

    Risposta
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