Questo argomento contiene 2 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Momy 3 anni, 5 mesi fa.

Sono arrabbiata e vorrei andar via, per sempre.

    seagull-667046_640Buongiorno, Sono una ragazza di 27 anni, cicciottella ma socievole, ho anche un ragazzo.
    Per quanto io possa avere amici su amici mi sento sola. Per anni sono riuscita a dissimulare la mia realtà, a nascondere la parte più oscura di me.. e a farmi vedere felice con tutti.
    Una maschera, a casa mia è proibito essere arrabbiati o tristi.
    A volte vorrei solo che qualcuno mi guardasse negl’occhi e mi vedesse veramente.
    Penso spesso di togliermi la vita, o di andarmene, prendere la macchina e partire per andare più lontano possibile da qui. Mi tengo impegnata con qualsiasi tipo di attività pur di non vedere e non sentire quanto la mia vita faccia pena.
    Vivo e lavoro con mio padre, non ho uno stipendio anche se la ditta è a nome mio..
    Fino a qualche mese fa vivevo nel costante terrore che al lavoro qualcosa potesse andare male (mio padre spende sempre il doppio di quello che c’è disponibile) ora non vedo l’ora che mi protestino un assegno per mettere fine a tutto quanto.
    Lavorare e vivere con mio padre non è semplice.. non sono mai all’altezza delle sue aspettative.. sono sempre o troppo stupida o troppo brutta o troppo poco sveglia o potevo semplicemente fare di più.
    Tutti i giorni lavoro 8 ore in ufficio con lui, a pranzo corro a fare la spesa, cucino mangiamo lavo i piatti e torno in ufficio. idem la sera.
    Ogni mio passo e controllato e monitorato. Non riesco a prendere altri impegni perché loro (mio padre e la moglie) vengono prima di tutto. Altrimenti parte la santa inquisizione.
    Per poter andare in palestra la sera devo prendere appuntamento una settimana prima.
    A casa dei problemi non se ne può parlare, in giro men che meno.
    Io non ho mai avuto sogni, ho sempre fatto quello che la gente si aspettava da me. Ho sempre avuto la testa sulle spalle, diligente, rispettosa educata. Mai un colpo di testa.
    Ora qualcosa si è rotto, sarà l’aumentare spropositato dei problemi, ma sono arrabbiata, costantemente arrabbiata e non riesco più a mandare giù il rospo come prima, iniziano a tremarmi le mani e penso a come mettere fine a tutto questo.
    Perché una persona come me una vita non se la merita, sono troppo stupida e troppo buona.
    La ruota non gira per tutti. Vedere come tutti gli altri vanno avanti con la loro vita mi ferisce più di qualunque cosa, perchè è come guardare un mondo più bello da una gabbia.
    So che prima o poi troverò il modo per non alzarmi più da quel letto la mattina.

    Risposta
    Dr.ssa Federica Leva

    Buongiorno.
    Ci sono alcuni punti, nella sua lettera, che mi hanno colpito. Lei scrive di essere

    cicciottella ma socievole, ho anche un ragazzo

    Queste poche parole, mi fanno intuire che lei coltivi una forte sensazione di inferiorità, e il suo caso personale sembrerebbe avvalorare questa supposizione. Perché cicciottella MA socievole? Le è stato insegnato che non deve considerarsi attraente e di conseguenza non può essere neppure piacevole nel comportamento? Accenna poi al ragazzo, e con stupore, e qualche perplessità, ho notato che ogni suo riferimento scompare nel corso della sua lettera. Ma procediamo con ordine.
    In casa è controllata, non ha libertà, tutti si aspettano che sia allegra, spensierata e presumo anche grata per quello che ha. Fa di tutto per rendersi gradita, ma le sembra di non ottenere mai il riconoscimento che si aspetta, in particolar modo da suo padre. Non si sente apprezzata per il suo aspetto fisico, quando magari lei si piacerebbe anche così – o comunque, si accetterebbe senza grossi problemi.
    Da come la vedo, in questa sede, lei sta vivendo gli effetti di una situazione che si è protratta a lungo, e che in casa viene data per scontata. Giustamente, lei si sta rendendo conto di valere più di quanto non riceva, vorrebbe un riconoscimento economico e personale, sia il suo lavoro in ditta – ditta che le appartiene, secondo la legge – sia in casa.
    Lei scrive

    Io non ho mai avuto sogni, ho sempre fatto quello che la gente si aspettava da me. Ho sempre avuto la testa sulle spalle, diligente, rispettosa educata. Mai un colpo di testa.

    Io credo che lei abbia più di sogno – uno è quello che vivere una vita che ritiene più soddisfacente – e ha il diritto di provare a raggiungerlo. Ha sempre cercato di compiacere tutti, forse per compensare una mancanza di affetto che, per qualche motivo, credeva di non meritare. Che sia razionale, diligente, rispettosa ed educata va benissimo; nessun colpo di testa, va bene anche questo. Se non li ha mai fatti, significa che probabilmente se ne sarebbe pentita, in seguito. Adesso, però, è arrabbiata e stanca della situazione. Sogna – ancora una volta – di prendere la macchina e di andar via… ma da sola? Ha un ragazzo, non desidera costruire nulla, con lui? La sua presenza non riesce a supportarla o a offrirle uno spiraglio per allontanarsi dalla sua vita attuale? Ha 27 anni e, se lo desidera può costruirsi una famiglia con il suo compagno. Perché non lo fa? Suo padre non glielo può impedire, in alcun modo. A meno che non ci siano questioni di cui non ha parlato, nella sua lettera. Che cosa prova, nei confronti di suo padre? Solo rabbia o anche paura?
    Per quanto riguarda il lavoro, scrive che non ha alcuno stipendio, anche se la ditta è intestata a lei. Non può procedere e farsene riconoscere uno? O preferirebbe lasciare la ditta e cercarsi un altro impiego, lontano dalla sua attuale famiglia?
    Non ho molti elementi pratici, per aiutarla, ho la sensazione che manchino troppi tasselli per comprendere appieno il quadro personale – non ci ha parlato della mamma, non sappiamo se ha i fratelli o sorelle, non si comprende bene il suo rapporto con il fidanzato ecc…. Però le posso dire qualcosa. Ha 27 anni e ha il diritto di costruirsi la vita che desidera. Ha diritto di sognare e di provare a realizzare i suoi sogni. Incanali correttamente la sua rabbia per stabilire che cosa cambiare e imporsi per raggiungere i suoi obiettivi. Ha alcuni diritti legali, li usi. Pretenda uno stipendio e non si lasci offendere in silenzio. Non le suggerisco di essere impertinente o provocatoria, ma dimostri a chi dovesse criticarla di avere una più alta opinione, di se stessa. Le dicono che è brutta? Risponda che si piace com’è, e dal momento che piace anche al suo fidanzato, non deve giustificarsi con nessun altro. Non ha fatto abbastanza? Ha fatto quello che aveva stabilito di fare, nei modi e nelle tempistiche che scelte da lei. Non si lasci scalfire dalle critiche che mirano soltanto a sgretolare la sua autostima. A Eleanor Roosvelt viene attribuita, pare impropriamente, una frase tuttavia significativa: “Nessuno può farvi sentire inferiori senza il vostro consenso.” Non dia questo consenso a nessuno. Nemmeno a se stessa.
    Buona giornata!
    Dr.ssa Federica Leva

    Risposta

    Non so il perché ma mi pare di vedermi allo specchio. Se posso darti un consiglio però, prendi il coraggio a due mani e strappa quel cordone ombelicale prima che sia troppo tardi. Anche a costo di perderci la ditta di famiglia. Certe volte è meglio vivere liberi e felici. Vorrei peraltro dirti anche un altra cosa…l’essere cicciottella non determina essere brutta, antipatica od altro. Ci sono femmine belle esteriormente ma interiormente sono dei mostri. Lo sono perché loro devono essere più delle altre e lo credono di esserlo. Ma non hanno capito però che il fattore estetico non serve a niente perché col tempo se ne va mentre quello che hai dentro, quello che offri, come l’amore, l’amicizia, la lealtà, quelli non moriranno mai. Good Luck
    Monica

    Risposta
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