Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr. Federico Baranzini dr. Federico Baranzini 2 anni, 2 mesi fa.

Sento di non essere più la stessa

    Sono una ragazza giovane, ho 20 anni e sto affrontando un periodo difficile; più che altro sono ormai cinque anni che sento di non essere più la stessa.

    Partiamo dal fatto che ho ricevuto un’educazione abbastanza severa e ho un rapporto complesso con mia madre. Lei mi ha abituata a reprimere tutto ciò che sentivo, ed è sempre stata possessiva e paranoica nei miei confronti, distruggendo ogni possibilità di dialogo. In questo modo non ha fatto altro che incrementare la mia riservatezza, la mia timidezza, mi ha reso una persona ancora più chiusa di quel che ero di natura, fin da bambina. Parlando di avvenimenti più recenti, l’unico vero e proprio rapporto di amicizia che sono riuscita ad instaurare mi si è sgretolato tra le mani senza che potessi fare nulla per evitarlo.. La mia migliore amica mi ha trattata molto male e tuttora, ad anni di distanza, ne soffro. Le due relazioni che ho portato avanti sono state a dir poco fallimentari, tra cui l’ultima, ancora in corso, piena di ogni tipo di problema, in quanto sono totalmente bloccata dal punto di vista emotivo (non riesco nemmeno a star senza vestiti davanti a lui con tranquillità). Lui (anch’esso ragazzo problematico) inoltre mi fa sentire spesso incompresa, sola, ha rovinato il mio scorso compleanno e mi ha fatto sentire sciocca tantissime volte. Per farla breve, ormai da cinque anni, la vita, per me, ha perso il suo sapore. E’ tutto grigio, insignificante, vuoto o intervallato da incredibili picchi di ansia (mi capita di avere attacchi di panico, e quando accade a casa, mi chiudo in bagno affinché nessuno se ne accorga). Non mi fido di nessuno, mi sento un totale fallimento. Non riesco più a fare ciò che amavo, non riesco più a leggere, scrivere, prendere lezioni di musica con lo stesso entusiasmo. Mi sento intrappolata e non vedo alcuna via d’uscita, non riuscendo a parlare di questo disagio con i miei genitori (anche se sospetto che mia madre voglia solo non vedere, perché nonostante tutto, mi vuole bene e non riesce proprio ad accettare l’idea che io stia male). Qualche volta mi capita di piangere, soprattutto di notte, senza nemmeno comprenderne il perché. Sono il fantasma di quel che ero, e sono in questa situazione da troppo, troppo tempo. Come posso aiutarmi? Non posso fare in modo che tutta la mia vita vada sprecata, che sia un continuo ciclo di ansia, tristezza ed apatia, ma uscendo poco e sempre per poco tempo (causa madre..) e non potendone parlare coi miei, non so più dove sbattere la testa.

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Buongiorno Irene,

    mi colpisce la sua capacità di parlare di sè e della sua situazione che le appare -così mi pare- molto chiara: rischia di ripetere quel atteggiamento svalutante che vede bene in sua madre ovvero la sua chiusura emotiva e al dialogo.

    Non è chiaro come mai questo malessere simil depressivo le si è presentato da 5 anni, ma è chiarissimo quanto le nuoccia e la faccia vivere male.

    Se crede che i suoi parenti non la possano comprendere o aiutare (ma suo padre dov’è?) allora lo faccia lei, si rivolga a chi la potrà ascoltare senza giudizio aiutandola a “sbloccarsi”.

    Esistono centri di aiuto e supporto psicologico pubblici, così come spesso le scuole (forse anche la sua?) offrono spazi di ascolto psicologico, i cosiddetti “sportelli”.

    Altrimenti?

    Altrimenti accetti il fatto che anche sua madre ha dei limiti (che evidentemente non è stata in grado di modificare più di tanto nel corso della sua vita e che la spaventano) e rompa questa “congiura del silenzio” rendendole manifesto il suo bisogno: ricevere ascolto e un aiuto concreto, magari economico per sostenere il costo di una psicoterapia.

    Cari saluti

    Federico Baranzini

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