Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Federica Serafini Dr.ssa Federica Serafini 6 anni, 4 mesi fa.

I miei genitori mi fanno sentire in prigione

    Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni e mi sento praticamente una fallita. Dopo una laurea triennale mai utilizzata mi ritrovo a lavorare nell’azienda di famiglia 7 giorni su 7. Mi sveglio la mattina con zero voglia di affrontare la giornata, i miei genitori mi avviliscono sempre e mi sento come in una prigione, senza alcuna possibilità di uscita. Per me sarà impossibile farmi una vita mia perché sono sempre a lavoro e finendo tardi la sera è difficile organizzare uscite con amici, avere qualche hobby ecc.

    Molte delle persone che conosco mi dicono spesso “Stai buttando all’aria i tuoi anni migliori, vivi la tua vita”; certo direte voi e perché allora non ti trovi un lavoretto?

    Facile a dirsi ma non a farsi non avendo esperienza nel campo del corso di studi intrapreso e soprattutto quando esprimo ai miei genitori la voglia di cercare un lavoretto mi fanno sentire in colpa attanagliandomi di frasi quali: “Dove vuoi andare con una stage di 500 € al mese?!” “Beh poi ti arrangi a pagarti l’assicurazione dell’auto” e poi penso tra me e me che in tal caso dovrebbero assumere un’altra persona e le spese non sarebbero indifferenti. Mi sento le ali tarpate, vorrei conoscere nuovi amici però come potrei poi instaurarci un rapporto se sono sempre impegnata? Solo pensieri negativi invadono la mia testa.

    Risposta
    Dr.ssa Federica Serafini

    Gentile ragazza,
    Il tuo senso di oppressione è palese dalle tue parole e da quanto racconti, non é semplice destreggiarsi nel mondo del lavoro senza un’esperienza, ma è pur vero che quell’esperienza non la si può fare in una situazione come la sua… Il mio consiglio è di aprirsi magari provando con un terapeuta che possa sostenerla via skipe, visto il poco tempo che ha a disposizione e magari grazie alle azioni che intraprenderá forte di quel sostegno le cose potrebbero migliorare, glielo auguro vivamente….
    La lascio con una frase non mia ma che spero possa stimolarla a riflettere….

    Ognuno sta dove vuole stare….

    Buon cammino.
    Dott.ssa Federica Serafini

    Risposta
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