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Lui scommetteva, la storia è finita ma io mi sento in colpa

    Buonasera, da circa due mesi ho “subito” la fine di un rapporto a distanza, durato poco più di un anno, ma che mi ha creato molta sofferenza. All’inizio lui si dichiarava innamoratissimo e pronto ad avere una vita con me e io pur cercando di frenare la sua fretta provavo le stesse emozioni. Dopo circa due mesi dall’inizio della relazione, preoccupata delle sue instabilità caratteriali, ho fatto qualche indagine scoprendo purtroppo che il mio ragazzo era solito scommettere online e mi sono accorta che i momenti in cui diventava maggiormente aggressivo corrispondevano a momenti di perdita al gioco. Insomma ho cominciato a pensare che più che di un hobby si trattasse di vera e proprio dipendenza. Sul momento lo lasciai dando come motivazione i suoi comportamenti aggressivi nei miei confronti. A seguito delle sue manifestazioni affettuose sono tornata sui mie passi, ma ho cercato con il dialogo di fargli capire che avevo intuito il problema e che ero pronta a consultare con lui uno specialista. In passato sono stata seguita da una psicologa per problemi di dipendenza affettiva, sviluppati a seguito della perdita di mio padre in età adolescenziale, e ho pensato che essermi legata a una persona dipendente, significava di fatto che forse non avevo superato il mio problema……ciò mi ha gettato nello sconforto..gliene ho parlato e gli ho proposto una terapia di coppia. Soltanto una volta ha ammesso di avere un problema, poi ha sempre rinnegato tutto. Da quel momento ha cominciato a vedermi come una nemica, una che lo controllava e le sue crisi provocavano in me delle forti crisi depressive, inoltre ha cominciato a lasciarmi continuamente e poi tornare indietro facendomi rivivere più volte l’esperienza del lutto. Adesso lui ha chiuso definitivamente il rapporto, nel momento in cui si parlava di un mio trasferimento per eventuale convivenza, ma nonostante io sia consapevole che una convivenza con lui sarebbe stata difficile da gestire, continuo a sentirmi in colpa e a pensare di aver rovinato tutto a causa della mia fragilità, dei miei problemi pregressi che sono riaffiorati. Inoltre nonostante lui dichiari da due mesi di non amarmi più, continuo a chiamarlo autodistruggendomi.

    Ho serie difficoltà al distacco emotivo, non so se lo voglio, credo di amare questa persona. Sto davvero male ma non voglio ricominciare un percorso, vorrei farcela da sola, ma ho paura di essere io quella inadeguata che a 38 anni non è riuscita a costruire un rapporto stabile. Avrei bisogno di alcuni suggerimenti e soprattutto di sapere se è probabile che io non mi sia mai liberata della mia dipendenza affettiva e se esiste un modo per farcela da sola.

    Risposta
    Dr.ssa Federica Serafini

    Gentile utente,
    La mia teoria analitico transazionale sostiene che ci siano delle contaminazioni tra diversi elementi della personalitá che in alcuni periodi non permettono un funzionamento congruo con quelle che sono le vicissitudini di ogni giorno…. Secondo questa teoria le contaminazioni quando vengono risolte non lo sono mai per sempre perchè ogni cosa potrebbe sconvolgere l’equilibrio che con sacrificio si è conquistato… Potrebbe essere che la chiusura di questa storia abbia di nuovo riaperto ferite forse ancora non cicatrizzate… Molto probabilmente un sostegno l’aiuterebbe soprattutto se questo evento l’ha portata ad abbassare la sua autostima… Tornate in terapia non è un fallimento…. Tornare in terapia serve a trovare nuove risposte a domande che precedentemente non ci erano venute in mente!
    In bocca al lupo.
    Ci tenga informati
    Dott.ssa Federica Serafini

    Risposta

    Cara Dottoressa,
    Mi sono innamorata di un altro ragazzo,
    Credo dipendente da hashish
    Quindi le mie reazioni nei confronti di questa persona sono dello stesso tipo di quelle avute verso il giocatore.
    Mi chiedo se nel mondo gli uomini single rimasti
    Sono tutti dipendenti da qualcosa. Sono stanca.
    Le chiedo: Io in quanto dipendente affettivo non riesco a gestire alitri dipendenti oppure l’errore consiste nella scelta dei soggetti? No perché io avrò anche la tendenza a legarmi a loro
    .ma il mondo mi sembra pieno
    ..

    Risposta

    Gentile dott.ssa,
    la ringrazio per la sua risposta, che è giunta in un momento particolare quasi come un segno.
    Da un mese circa frequento un altro ragazzo, verso il quale ho manifestato tutti i sintomi della dipendenza affettiva, in maniera accentuatissima, nonostante credo che questo ragazzo meriti la mia fiducia. Razionalmente riesco ad analizzare perfettamente i miei atteggiamenti sbagliati, ma l’eccessivo attaccamento a questa persona non mi consente di mantenere una lucidità tale da frenare per tempo il mio comportamento che sta distruggendo il rapporto con questa persona. Certamente seguirò il suo consiglio e mi rivolgerò a uno specialista, ma nel frattempo non vorrei compromettere il rapporto con questa persona. Sono armata di buona volontà, ho letto molto su questo problema e riflettuto tantissimo sui miei comportamenti. Ma credo che piu’ che di ricaduta sono giunta alla conclusione che devo liberarmi di qualche convinzione errata ormai radicata in me, che è quella di aver perso l’unico riferimento valido per me a 16 anni e di non essere in un certo senso degna di affetto, visto che con mia madre ho sempre avuto un rapporto conflittuale. Sono disperata, penso che sto perdendo nuovamente una cosa bella, a causa delle mie paure. Vorrei vivere serenamente questo rapporto. Come posso fare?

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