Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Asinochecorre 7 anni, 8 mesi fa.

Rapporto complicato dalla suocera

    suocera

    Buongiorno,
    vorrei un parere su una situazione dolorosa che sto vivendo con mio marito e che nonostante diverse discussioni non ci fa trovare una soluzione. Premetto che siamo sposati da qualche anno e che tra noi c’è amore, affiatamento, intesa, passione, condivisione di tutti gli interessi, sostegno reciproco. Per me lui è il massimo come uomo che si possa desiderare, gli sono sinceramente e caldamente devota, farei di tutto per farlo felice e non mi risparmio da nessun punto di vista, e lui fa altrettanto per me. Tengo quindi molto a lui come persona e a noi come coppia, tengo al nostro matrimonio. Tuttavia nella nostra relazione non ci sono mai stati litigi se non a causa di sua madre, a volte direttamente, altre indirettamente. Già questo a me non piace: non mi piace sapere che sua madre ha questo potere, di farci litigare. Diciamo che io purtroppo la vivo come un’antagonista del nostro matrimonio, e non riesco più ad avere un rapporto soddisfacente con lei. Inizialmente mi sono posta come una figlia, mio marito è figlio unico e io avevo tutta l’intenzione di creare una famiglia armoniosa e piena di affetto reciproco. Facevo dei gesti carini verso di lei, la chiamavo ogni tanto, insomma cercavo di renderla partecipe della nostra gioia. Lei sembrava ricambiare, ma ha messo in atto dei comportamenti troppo invadenti (cito ad esempio, tra i tanti, pulire casa nostra mentre eravamo in vacanza, senza chiedere né avvisare) e inoltre ha preso a darmi consigli pressanti su come dovessi comportarmi, e ho cominciato ad allontanarmi un pochino.
    Rimasta vedova, i comportamenti invadenti sono esplosi, voleva vivere con noi, cucinare al mio posto, mi faceva il lavaggio del cervello su come dovessi essere, su quali valori dovessi avere, sulla sua superiorità nel cuore del figlio rispetto a me. Tralascio frecciatine e malignità varie che completerebbero il quadro, ho tollerato per un po’, vista la delicata situazione, poi mi sono allontanata ancora di più perché le sue “lezioni” non erano né utili né piacevoli, quando non addirittura offensive. In tutto ciò mio marito, che è un uomo buono e affezionato alla madre, difficilmente ha preso una posizione, se non quando le cose erano andate troppo oltre e sempre a modo suo, parlando alla madre in privato, e senza mai farmi sentire “pubblicamente” difesa, cosa che mi avrebbe fatto sentire in qualche modo protetta dalle offese gratuite materne. Risultato: io oggi limito i contatti al minimo, cercando comunque di essere educata nelle poche occasioni in cui la frequento, con qualche cedimento di cui mi vergogno. La madre però ha dirottato verso mio marito tutta la sua frustrazione; ha un’indole fortemente manipolatoria, che esplica smuovendo ad arte sensi di colpa seminati ad arte negli anni. Ogni nostro evento di piacere è vissuto da lei come una specie di affronto, tempo tolto allo stare al suo capezzale. Così, una gita con gli amici è l’occasione per rimproverargli che ha passato la domenica da sola, un viaggio di piacere è un lutto, e io la “donnaccia” che lo porta su questa strada di perdizione, lontano dalle “braccia della mamma”, inoltre ad ogni visita si fa trovare con un elenco di acciacchi vari di cui lamentarsi e nuovi accertamenti da fare: lo guarda con grossi occhi anelanti, come a dire “vedi come sto male, e tu mi abbandoni”…addirittura se ha dimenticato un doloretto è capace di richiamarci sull’uscio, per descriverlo nei minimi dettagli e stimolare la pietà filiale. So perfettamente che non c’è modo di far capire qualcosa a lei, mi limito a desiderare che mio marito le dia meno appigli, ad esempio non dicendole “tutto” quello che facciamo, non facendole la cronaca quotidiana dei nostri progetti, e magari saltando qualche telefonata (ne fa mediamente 2 al giorno, e quelle del week end sono particolarmente lunghe e dettagliate). Ecco, la mia richiesta è questa: meno chiamate, e meno dettagliate. Mi basterebbe ad esempio che un giorno a settimana a sua scelta (ma forse mi accontenterei di un week end al mese) lui potesse pensare a noi senza allineare lei, senza sentirla. Questo per me sarebbe già sorgente di vita a cui attaccarmi. Ne ho parlato a mio marito, ma solo affrontare l’argomento lo fa infuriare, non accetta le critiche a sua madre, e va sulla difensiva, come se chiedessi qualcosa di immorale. Aggiungo che lui ha 40 anni, e la madre fortunatamente ha altri affetti familiari. Vorrei un parere, la mia richiesta è sbagliata? E’ eccessiva? La veicolo male? Sono io piuttosto a dover cambiare e sforzarmi di accettare questa situazione che pare intoccabile? Ringrazio in anticipo per la risposta.

    Risposta
    Dr.ssa Federica Leva

    Cara Asinochecorre (Interessante scelta di nickname!)
    L’interferenza di sua suocera può minare seriamente il suo matrimonio. Se suo marito non impara ad allentare il cordone ombelicale che lo lega a sua madre, voi sarete sempre in tre, nella vostra coppia, anziché in due. Lui tende a perdonare la mamma e ad accettare le sue lamentele in virtù del legame d’affetto che li unisce, e lei, atteggiandosi da vittima, lo tiene sempre più incatenato a sé. Asinochecorre, terzo incomodo di una coppia da cui è esclusa, osserva questo gioco dall’esterno e s’infuria. Posso comprendere le difficoltà di suo marito a prendere una posizione contro una delle due donne che ama, ma è anche probabile che lui non si renda conto di quanto questa situazione la stia facendo soffrire.
    Chiede se deve cambiare, per sostenere al meglio la situazione. In questo momento, lei mi sembra esasperata e forse questo suo stato d’animo esacerba l’ostilità che prova contro sua suocera, un’ostilità che sicuramente ha un’origine forte e valida, ma che ora la sta solo facendo soffrire. Anche la sua aspirazione a essere “pubblicamente difesa” risuona come un’esplicita richiesta di essere messa al primo posto, come fra lei e sua suocera fosse in atto una competizione per conquistare le attenzioni di un uomo. Si chieda se è davvero così. Se la risposta fosse sì, dovrebbe interrogarsi sul perché ha permesso a questa situazione di prendere una piega così malsana e meditare di ritirarsi da un “gioco” in cui si pretende tutta la sua comprensione e che le può fare solo male. Se riuscisse a “passare sopra” a certi comportamenti esasperanti di sua suocera, probabilmente vivrebbe meglio. Ma… c’è un ma. In una coppia è giusto venirsi incontro, e non deve essere lei soltanto a doversi adeguare a questa spiacevole circostanza. Lei scrive che:

    siamo sposati da qualche anno e che tra noi c’è amore, affiatamento, intesa, passione, condivisione di tutti gli interessi, sostegno reciproco.

    In questo caso, l’intesa e il sostegno reciproco sembrerebbero vacillare. Ha scritto che suo marito non vuole parlare dell’attrito fra lei e la mamma, ma ritengo che sia necessario affrontare l’argomento, se volete cercare un quieto punto di accordo per evitare che questa situazione rosicchi, come un tarlo, l’impalcatura del vostro matrimonio. Se davvero fra di voi predominano amore, affiatamento, intesa, passione, condivisione di tutti gli interessi, sostegno reciproco, suo marito non può rifiutarsi di ascoltarla. Posso comprendere che si senta impotente ed esasperato, di fronte a questa triste battaglia familiare, ma ha anche il dovere di favorire il benessere e la serenità domestica, nel limite delle sue possibilità. Gli dica che non intende arrabbiarsi, né accusare nessuno, ma solo cercare una soluzione al problema, che ha una sua proposta e che in cambio di maggiore disponibilità, da parte sua, richiede un suo sforzo per salvaguardare la sua privacy.
    Se possibile, discuta di questo conflitto con un terapeuta – preferibilmente un terapeuta di coppia, in compagnia di suo marito -, per capire come gestire i dettagli di questa situazione.
    Ci tenga aggiornati sugli sviluppi!
    Buona serata!
    Dr.ssa Federica Leva

    Risposta

    Quello che ha scritto è tutto vero, e vero è soprattutto il fatto che questa storia sta minando il nostro matrimonio. Io ne parlo molto con mio marito, sono una donna chiara che non ama girare attorno ai problemi, e qualche miglioramento c’è stato. Infatti dopo l’iniziale invadenza si è tirata indietro e a casa nostra non viene addirittura mai (è pur vero che ci stiamo pochissimo anche noi). Io vado da lei con mio marito circa una volta al mese, di più non me la sento, e durante gli incontri le cose non vanno sempre bene, siamo a mio parere troppo diverse per andare d’accordo e lei ha l’abitudine di giudicare e sentenziare, come se fosse su un altro piano rispetto a me (superiore) e avesse quindi il diritto di farlo. Mi sono fatta l’idea che avendo fatto la casalinga per tutta la vita, stando da sola in casa e non avendo mai avuto modo di confrontarsi mai con nessuno, è davvero convinta di essere superiore, nessuno l’ha mai smentita, e sicuramente è poco incline ad accettare una persona completamente diversa per cultura, forma mentis, educazione, e meno che mai che questa persona così diversa ami, riamata, suo figlio. Dal mio lato, io non accetto pareri e consigli se non sono io a chiederli, e ho altri riferimenti, e soprattutto non accetto che il consiglio suoni come un ordine o un qualcosa di inconfutabile, quindi basta un nulla perché si crei tensione. Ogni due o tre parole la vorrei contraddire, il più delle volte per fortuna riesco a tacere per quieto vivere, o fingo di ascoltarla e darle ragione (metodo indicatomi da mio marito) anche perché dirle che la penso diversamente equivale a innescare una discussione accesa e dal finale imprevedibile (una volta mi ha minacciata di lanciarmi dalla finestra, per risolvere tutti i suoi problemi).
    Adesso c’è l’aggravante che sono in dolce attesa, ho molte ansie sulla nascita legate al suo futuro ruolo di nonna, perché sono certa che sarà molto molto intrusiva. Lei si vede solo come care giver, come figura di riferimento per la cura del figlio e del nipote, ma io non ho intenzione di affidarle il bambino e per fortuna ho delle valide alternative. Temo comunque la sua invadenza, ne ho parlato con mio marito e siamo finiti a litigare perché ovviamente a lui fa piacere coinvolgerla. Poi per non agitarmi abbiamo smesso di parlarne e io evito di sentirla o vederla per stare più tranquilla, ma so bene che tra pochi mesi il problema esploderà, quando lei penserà di venire a casa nostra tutti i giorni, quando non risponderò al citofono, quando vorrò stare una settimana senza vederla o comunque regolare le sue visite e lei mi metterà contro mio marito.
    Che mi consiglia?

    Risposta
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