Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr. Federico Baranzini dr. Federico Baranzini 4 anni, 7 mesi fa.

Quindici anni e un rapporto complicato con il mondo

    Abbiamo una figlia di 15 anni, frequenta il terzo anno superiore.
    Il comportamento di nostra figlia ci genera una forte apprensione. Fino all’età di 14 anni è stata una figlia modello, sia fisicamente che caratterialmente:
    serena, docile, responsabile, impegnata…
    Da circa un anno a questa parte è andata scivolando sempre più verso una situazione sempre più problematica:
    ha iniziato a prendere peso 6-7 kg in più, mangiando in maniera ansiosa e di nascosto, (anche se attualmente riesce a seguire una dieta più corretta). A scuola ha avuto un calo dell’interesse, dell’impegno e quindi del profitto.
    Non ha amicizie stabili. Prima di questo cambiamento ha avuto spiacevoli esperienze con degli amici che l’hanno isolata dal gruppo. Ha confidato alla mamma che si sente inadeguata e diversa quando sta in pubblico o con gli amici.
    Pensa che gli altri la vedano come una persona strana o addirittura pazza. Questi sono pensieri ossessivi, la condizionano fortemente: crisi di pianto, variazioni di umore. Per una compagna di scuola, addirittura, nutre un sentimento di odio, in quanto si sente derisa e osservata in maniera negativa, tanto che
    ne auspica la morte. Ha atteggiamenti di dipendenza psicologica dal telefonino (wathsapp, facebook, ecc.) con estraneamento dalla realtà.
    Ai nostri atteggiamenti comprensivi e amorevoli risponde che non riusciamo a capire il suo malessere,
    ai richiami più rigidi risponde con atteggiamenti di sfida dicendo che non le importa di nulla. Ci ha riferito, recentemente, che sente che c’è in lei qualcosa che non va, in quanto le vengono dei pensieri che poi si rende conto che non corrispondono alla realtà.
    Vi ringraziamo anticipatamente per i consigli che ci potrete dare.

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Caro Sandro,

    vostra figlia potrebbe aver bisogno di voi ma in modo differente da quello a cui siete chiamati da sempre e da quello cui siete soliti. Potrebbe aver sviluppato un disagio che travalica la dimensione “fisiologica” della crisi adolescenziale e pertanto potrebbe necessitare di una valutazione specialistica. Intendo però dire una iniziale valutaizone consulenziale o con un neuropsichiatra con competenze psicoterapeutiche o con un psicoteraputa specialiozzato nell’adolescenza.

    Solo con una figura terza certi ragazzi possono realizzare l’esperienza di un reale ascolto e attenuare così le proprie angosce di essere “diversi” e “pazzi”.

    Parlatene con lei, aiutatela a chiedere aiuto!

    Cordiali saluti

    Risposta
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