Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Federica Serafini Dr.ssa Federica Serafini 6 anni, 2 mesi fa.

Qualunque cosa faccia, mio padre è scontento di me

    Salve,
    volevo parlare di un problema che ho con mio padre.
    Ho 30 anni e sento che, qualsiasi cosa io faccia, mio padre non sia contento.
    Non vorrei fare la vittima (perché in realtà sono determinata e porto sempre a termine i mie progetti, quando sono convinta), però mi chiedo come mai cerco ancora il suo sostegno quando so che non condividerà mai il mio modo di pensare.
    Ho perso mia madre quando ero piccola, lui è sempre stato molto affettuoso e premuroso, non facendo mai mancare niente a me e mia sorella. Non ha mai imposto le sue idee, lasciandoci libere di fare quello che volevamo ma con me in particolare mi ha sempre fatto capire che non era d’accordo.

    Ho preso tutte le mie decisioni più importanti sempre col peso di sapere che in fondo non era contento, che avrebbe voluto che fossi la figlia con marito, figli, vicino casa sua, con un lavoro d’ufficio. Insomma voleva che prendessi le sue scelte, le scelte che fece quando lui aveva la mia età. Ma io non ci riesco. Non mi immagino così.

    Quindi con peso ho deciso di fare studi che a lui non convincevano per niente, a 24 anni ho deciso di andare all’estero (sempre combattendo la sua contrarietà), ho avuto ottimi risultati, ci sono rimasta 4 anni ma non mi sentivo mai leggera perché sapevo che si sentiva abbandonato, qui in Italia. Un anno fa sono tornata per una situazione difficile in famiglia, finita da poco, per dare il mio sostegno, e da un mese ho avuto una proposta di lavoro nella mia città. Sarei voluta tornare a vivere all’estero ma allo stesso tempo ero contenta finalmente di aver trovato un lavoro che mi piaceva ed ero convinta che mio padre mi appoggiasse in pieno (perché rimanevo qui). Quando gli ho chiesto se mi aiutava a cercare casa vicino al posto di lavoro, in un altro quartiere, mi ha fatto capire che non era contento, che non c’era motivo di andarmene, che al massimo potevo prendere un’altra nostra casa non occupata al momento, vicino casa sua. Insomma, anche questa volta non è entusiasta e anzi mi fa sentire come una figlia senza cuore. Allo stesso tempo mi dice che se voglio fare una cosa, la devo fare (come ho sempre fatto), non c’è bisogno che cerchi il suo appoggio (invece per una volta lo vorrei). Io non voglio vivere una vita cercando il suo consenso, effettivamente, ma mi fa rabbia che non cerchi di capire le mie esigenze. A 30 anni non voglio vivere con lui, e non dovrebbe offendersi per questo. Dopo anni all’estero è difficile tornare, e dato che l’ho fatto per un motivo specifico, non significa che non possa tornare a vivere la mia vita. Non capisco come non si renda conto come in questo ultimo anno in ‘stand-by’ mi sia impigrita, non abbia molti stimoli (ormai gli amici del pre-estero sono fuori, sposati, con figli), non abbia una vita privata.
    Vorrei per una volta essere serena nelle mie scelte, come mi devo comportare?
    Volevo per finire aggiungere che sono sempre stata molto pacata, ho sempre avuto ottimi risultati nei miei studi e lavori, non ho mai chiesto il suo sostegno economico, mai chiesto aiuto per fare tutte le cose che ho fatto (trasferimento, traslochi, burocrazia) mai, neanche quando andavo al liceo. Ogni consiglio è ben accetto, grazie

    Risposta
    Dr.ssa Federica Serafini

    Gentile Mia, è difficile dare un consiglio…
    Lui non è mai contento, per lui lei non è mai troppo vicina e sembra sempre essere scontento….
    È ovviamente un uomo che ha sofferto molto, questo non per giustificarlo, ma di certo non è qualcosa che si può dimenticare facilmente…. Perdere una moglie, crescere due figlie… Tanto diverse tra loro, ma magari per motivi diversi simili a quella madre che è venuta a mancare…
    Penso che ad un certo punto della vita diventi inutile idealizzare, intellettualizzare le situazioni in cui ci troviamo a dover vivere e le persone che ci circondano… Quindi l’unica cosa da fare credo sia quella di mettersi a tavolino, guardarsi negli occhi e dire all’altro come vengono vissuti emotivamente le sue contrapposizioni a tutto…. Ed ogni volta ripeterlo…. “Io mi sento…. Quando tu ti comporti così perché penso che tu…..”….
    Le auguro di trovare presto il piacere della spontaneità… E che il vostro rapporto ne posso uscire accresciuto….
    Dott.ssa Federica Serafini

    Risposta
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