Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Federica Leva Dr.ssa Federica Leva 4 anni, 11 mesi fa.

E’ possibile aiutare un partner peter pan?

    Salve,
    recentemente si è conclusa la relazione con il mio ragazzo durata quasi 9 anni e iniziata quando eravamo adolescenti (17 anni). Fino a circa un anno fa non c’erano particolari problemi o malesseri da parte sua, avevamo una relazione sana fatta di amore e rispetto reciproco. Da circa 3 anni lui è diventato proprietario di un appartamento regalatogli dai genitori. Inizialmente, data la giovane età, avevamo deciso di non andare a convivere subito ma frequentavamo l’appartamento nei weekend in modo sereno, facendo piccoli progetti e attività insieme (scegliere l’arredamento, cucinare insieme…). Utilizzando poco la casa le bollette erano basse e dunque le responsabilità tipiche della vita adulta scarse. Successivamente lui ha deciso di vivere stabilmente nell’appartamento e io vivevo in parte da lui e in parte con i miei genitori. Nel corso dei mesi ho iniziato a notare che iniziava ad essere spesso teso soprattutto in coincidenza dell’arrivo delle bollette o di spese impreviste. Nell’ultimo anno, stanca del continuo via-vai tra le due case ho proposto al mio ragazzo di vivere più frequentemente insieme. Nel corso dei mesi ho però notato che si stava allontanando sempre di più dalle responsabilità: non si occupava più di nessuna faccenda domestica e nemmeno delle piccole manutenzioni, si rinchiudeva in se stesso davanti alla tv e negli ultimi mesi è diventato sempre più freddo, solitario e sfuggente. Ogni minima responsabilità lo rendeva nervoso e invece di affrontare il problema usciva dicendo che si sentiva soffocare. Ha smesso di parlare con i suoi genitori (da cui si reca per mangiare, senza nemmeno salutare e isolandosi completamente). Lo vedo sereno solo quando parla o pratica le sue passioni, le stesse dell’infanzia. Nei giorni scorsi ha accettato di andare da uno psicologo a cui, a quanto riferito dal mio ragazzo, ha confidato di non amarmi più e che aveva cercato di tenersi dentro il sentimento per non ferirmi perché sono la persona più importante della sua vita e non vuole perdermi. Lo psicologo a cui si è rivolto gli ha consigliato di dare un “taglio netto” alla nostra storia. Pochi giorni fa, parlando delle vacanze si è liberato dai pensieri e mi ha riferito che sentiva di non amarmi più da tempo e che questo era il motivo di tutto il suo malessere. Dopo il primo periodo di sconforto sono riuscita a vedere la situazione credo con distacco e mi chiedo: davvero non mi ama più oppure sta scappando dalle responsabilità della vita e quindi allontana me che sono colei che inevitabilmente gli presenta nuove responsabilità? In tal caso, affrontare la situazione parlando a cuore aperto con il mio lui, spiegandogli che affrontare le responsabilità della vita esiste e insieme si affronta serenamente può essere la soluzione oppure rischia di generare un trauma maggiore nella sua situazione di sconforto attuale?

    Risposta
    Dr.ssa Federica Leva

    Cara Moon, il suo dubbio non è infondato. E’ possibile che il suo ragazzo abbia sviluppato una repulsione per il vostro legame in conseguenza delle inattese asperità della vita fuori casa. È altresì possibile che questa situazione lo abbia messo di fronte a un mutamento dei suoi sentimenti e che, uscito da una lunga situazione agevole e routinaria, abbia realizzato che la vostra storia non è più sufficientemente forte da fargli progettare una vita a due e duratura nel tempo. Avete iniziato la vostra storia da ragazzi. In nove si cambia, e anche molto. Si passa dall’adolescenza all’età adulta e si guarda alla vita con occhi diversi. Se prima era bello e semplice vivere con i genitori e incontrarsi solo nei momenti belli, senza pensieri e responsabilità da gestire, da adulti cambia tutto. La prospettiva è quella di essere in due – e in prima persona! – a risolvere tutti quei problemi e quegli impacci di cui prima si occupavano mamma e papà. Se ci sono bollette da pagare, bisogna fare calcoli e sacrifici. È probabile che il suo ragazzo non sia pronto per affrontare una nuova vita o non sia pronto ad affrontarla con lei. Non perché lei sia sbagliata, ma perché lui non la vede più come la compagna ideale, in questo nuovo percorso. Magari lei è troppo matura e lo farebbe sentire inferiore, ad esempio. Lei potrebbe fargli notare che “questo non si può più fare” perché mancano i soldi, e lui non vuole sentirselo dire.
    Una risposta sicura ai suoi dubbi potrà venirle dal suo stesso ragazzo. Se sta ancora sviscerando il problema con il suo terapista, la cosa migliore è aspettare che questo aspetto venga analizzato e chiarito. Per quanto riguarda la sua ultima domanda, posso risponderle con altre domande: se lo ama ancora ed è disposta a mettersi in gioco un’ultima volta, può tentare di parlargli. Ma credo che sappia di dover scendere a diversi compromessi, per restare con un ragazzo che non vuole convivere e che lei stessa considera un Peter Pan. Valuti anche lei, serenamente, se non è meglio che questa storia finisca, per il bene di entrambi. Avete condivido nove anni insieme, che vi hanno accompagnato dall’adolescenza all’età adulta. Adesso, forse, avete entrambi esigenze diverse e potreste aver bisogno di altri partner, per intraprendere il cammino che vi aspetta.
    Ovviamente, solo voi potete rispondervi.
    Qualunque sia la decisione ultima e definitiva, le auguro di essere nuovamente e felice, e presto.
    Dr.ssa Federica Leva

    Risposta
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