Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Emanuela Venanzoni Dr.ssa Emanuela Venanzoni 2 anni, 10 mesi fa.

Persa, annebbiata e confusa.

    flower-bouquet-422709_640Buona sera,
    Sono una ragazza di 22 anni e da un po’ di tempo credo di essermi “persa”. Mi spiego meglio, anche se penso sia alquanto difficile analizzare tutta la mia soluzione su un foglio elettronico. Vorrei solamente capire se é il caso di iniziare una cura dallo psicologo…Sono sempre stata una ragazza abbastanza timida e riservata ma ciò non mi ha privato dell’amicizia di persone importanti, una famiglia sana, amori sinceri e un percorso scolastico senza problemi. Fino ad un anno fa le cose andavano piuttosto bene, conducevo la mia vita regolare, praticavo sport più alla settimana, andavo all universitá..poi il cambiamento…Ho trascorso un anno all’estero e sono tornata diversa. Sono partita per amore e istruzione. É stata un esperienza bellissima, mi sono messa in gioco e mi sono realizzata. Il ritorno però é stato traumatico. Il mio ragazzo é ripartito in quanto deve finire il suo percorso educativo, ma non é la lontananza da lui che mi opprime. Sono io. Ho perso alcun interessa per la mia università, che non mi coinvolge più, sono disinteressata a molte cose, mi sento la mente annebbiata, faccio fatica a stare concentrata, ad avere rapporti sociali, a divertirmi. La cosa che mi spaventa di più é il futuro: non so cosa voglio fare esattamente. A volte tremo, presa da attacchi di ansia, senza motivo apparente. Più inizio a pensare a queste cose negative più mi sento persa, depressa, se si può dire. E non so come uscire da questo tunnel. Sono giovane, bella, e amata: non voglio buttarmi via.

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    Dr.ssa Emanuela Venanzoni

    Gentile Aurora,
    come già ha scritto lei è un difficile trovare la soluzione attraverso un foglio elettronico, anche perchè ogni persona che scrive qui è portratrice di tante micro esperienze che non sempre sono semplici da raccogliere per poter dare un quadro completo a chi è dall’altra parte.
    Mi veniva in mente mentre leggevo di quanto per lei deve essere stata importante questa esperienza sia da un punto di vista di crescita emotiva e pratica, e non è talvolta semplice tornare nel proprio contesto di origine per quanto bello e nutriente sia, come lei ha detto all’inizio della sua mail.
    Mi arriva un pò di incertezza sul suo futuro e sulla perdita appunto di interesse su quello che sta studiando e che, è come se avesse perso degli stimoli che in un’altra realtà era riuscita a realizzare e a portare avanti con molto entusiasmo.

    Non è a volte facile adattarsi di nuovo alla vecchia realtà chiamiamola così, per quanto rappresenti le nostre radici, siamo in un momento di estrema incertezze sotto tanti punti di vista e questo non facilita una visione diciamo rosea del futuro e può generare in qualche occasione vissuti di ansia ed un umore basso e poca voglia di rimettersi in gioco.

    Questa Aurora può essere una fase diciamo di ri-adattamento e quindi sarebbe utile sapere da quanto tempo e con quanta frequenza accade questo; come ha scritto, per lei è stato un trauma tornare qui e questo è un elemento che va preso in considerazione sul suo stato d’animo ed è come se in questo momento non avesse punti di riferimento sui quali per un attimo poggiare per poi rimettersi in cammino.

    Può essere utile, sopratutto rispetto quest’ansia e quest’umore che non la fanno stare serena, contattare uno psicologo per lavorare insieme proprio su questo rientro e su una nuova ri-costruzione di sè stessa, per cercare di comprendere insieme come mai questo “tornare” abbia modificato, magari solo su qualche aspetto, la sua persona.

    Un caro saluto,
    Dott.ssa Emanuela Venanzoni.

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