Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Federica Leva Dr.ssa Federica Leva 5 anni, 9 mesi fa.

Perdonare un figlio tossicomane e riabilitarlo in famiglia

    Il motivo della richiesta è il pensare alla situazione che ho con mio figlio di 33 anni.
    Nonostante gli anni e il supporto psicologico richiesto tempo addietro, io non sono mai, a differenza di mia moglie e delle mie altre due figlie, riuscito a perdonarlo per ciò che ha fatto ormai circa sedici anni fa.

    Mio figlio infatti, senza preavviso e senza motivo, cadde nell’uso di sostanze stupefacenti, dalle più leggere fino ad arrivare alle più pesanti che nemmeno nomino. Un periodo nero, passato a rendersi conto della drammatica situazione in cui era caduto il ragazzo (risparmio di raccontare i gesti, le urla, le bugie eccetera che subimmo da parte sua) e poi tra permanenza in comunità, esperti, visite…

    Io decisi di fare il possibile perchè ne uscisse ma smisi di rivolgergli la parola, di considerarlo: è come se avessi perso per sempre quel figlio.

    Poi ne uscì del tutto, si è laureato, ora lavora seriamente come libero professionista, nessuno potrebbe immaginarsi il suo passato a vederlo ora, un ragazzo come tanti, pensa anche di sposarsi con la fidanzata.
    Ma io non posso dimenticare ne perdonarlo nonostante me lo abbia chiesto più volte e abbia dimostrato il completo ravvedimento e pentimento.
    Sono finito pure in terapia ma non si è smosso nulla, non ammetto il perdono, non provo neanche gioia a vedere come sta bene ora, anzi, a volte mi infastidisce pure.
    Non so se dovrei costringermi a rivolgergli almeno un saluto o se, tutto sommato, si può davvero cancellare un figlio.

    Risposta
    Dr.ssa Federica Leva

    Buonasera. Esattamente, che cosa non riesce a perdonare a suo figlio? La sua debolezza giovanile? Le sue reazioni durante le fasi di dipendenza/astinenza? Il fatto di averla delusa, di non essere stato il figlio che avrebbe voluto avere? O di averla fatta sfigurare davanti a parenti e amici? O altro ancora? La risposta potrebbe farle male, ma è importante che abbia il coraggio di trovarla, se davvero vuole capire cosa non perdona a suo figlio. Il ragazzo ha dimostrato di aver compreso il suo stato patologico e di avere una notevole forza di volontà. Non è da tutti riuscire a superare l’influenza della droga e avere la determinazione di cercare un’altra strada, meno facile e dalle prospettive più incerte. Suo figlio ce l’ha fatta. Ha dimostrato a se stesso e al mondo intero di preferire la vita e la famiglia alle illusioni delle sostenze stupefacenti.
    Ci sono ragazzi che vincono le olimpiadi. Altri che vincono la loro stessa vita, e per farlo non faticano meno dei primi. Suo figlio è fra questi. Non è orgoglioso di guardarlo e di sapere che, anche grazie a lei, può vivere una seconda vita in serenità e con la piena consapevolezza del dono che ha ricevuto?
    Cordiali saluti

    Risposta
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