Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr.ssa Francesca Chiara Pellini dr.ssa Francesca Chiara Pellini 2 anni, 4 mesi fa.

Ossessioni patologiche

    Il mio ragazzo fin dagli inizi della nostra frequentazione ha sempre posto un’attenzione eccessiva nel vedere se quando andavamo in giro incrociavo per caso lo sguardo di altri.. ahimè è accaduto, non avendo il paraocchi come i cavalli, ma sempre casualmente, senza MAI ALCUN INTERESSE. Ha sempre insistito nel voler sapere cosa pensassi di lui, se mi piacesse e come lo ritenessi, come lo avrei definito insomma, ed io ho sempre pazientemente risposto. Si è arrabbiato violentemente quando lo definii un ragazzo carino, in quanto molte altre ragazze avevano utilizzato altri termini più positivi forse. Per farla breve le litigate sono incominciate sempre più frequenti per questa sua ossessione, gelosia, sentirsi sempre inadeguato ai miei occhi. Poi ho sempre notato una sua chiusura, isolarsi, bassissima autostima verso se stesso, arrabbiature eccessive per un niente. Litigate, chiarimenti, tutto ricominciava e tornava un angelo. così di continuo. Mi sono allontanata più volte da lui per questo motivo, ma i miei sentimenti mi hanno riportata sempre da lui, fino ad un anno fa che sono andata a vivere a casa sua. Scopro una persona attaccata in modo morboso alla pulizia della casa, pulisce poco dopo averlo già fatto e se qualcosa non viene fatta secondo i suoi schemi o si sgarra un momento apriti cielo! La cosa sconvolgente è il cambio repentino di umore: fuoco e fiamme di rabbia e poi come nulla fosse un angelo dolce ed affettuoso. Non so cosa pensare, anche perché le sue fissazioni sul mio disinteresse nei suoi confronti si presentano di continuo… mi sembra di impazzire, spesso mi do le colpe ma credo sia eccessivo il suo comportamento… non so cosa fare spero di essermi spiegata…

    Risposta
    dr.ssa Francesca Chiara Pellini

    Buongiorno Blue, capisco le sue insicurezze in questa situazione difficilissima, ma, per prima cosa, a mio parere, dovrà scegliere se rimanere o meno a fianco di questo ragazzo.
    Il disagio del suo compagno dipende infatti da quello che lui vive dentro, indipendentemente da come sia lei come donna.
    Se lei Blue non sarà fortemente convinta di questo non sarà in grado di aiutare il suo ragazzo, non solo, ma il suo benessere mentale, in termini di autostima e di serenità, ne risentirà fortemente, soprattutto mel caso decidesse di legarsi stabilmente a lui, con un matrimonio o, comunque, una convivenza duratura.
    Questo però non significa che lei non lo debba aiutare o che il modo in cui lei si comporta con lui non possa attenuare o esacerbare le sue problematiche.
    Bisogna rendersi conto che, a volte, nella maggioranza dei casi, e questo mi pare uno di quelli, la gelosia non è cattiveria, non voler lasciar libera la propria compagna, ma nasconde una profonda insicurezza e paura di essere abbandonati, magari, perchè, da piccoli, se non si era “perfetti” agli occhi dei genitori, sembrava alla persona in questione di non ricevere abbastanza affetto.
    Ciò che mi farebbe propendere per l’ipotesi di ossessioni che nascono dalla paura del rifiuto, se non si è perfetti, è il fatto che il problema, a quanto mi dice, non riguarda solo la gelosia nei suoi confronti, ma anche altri ambiti, come la pulizia della casa.
    Altro paradosso spiegabile: che a volte si isoli e si ritiri lui: certo: ha talmente tanta paura di essere abbandonato che, piuttosto di subire un abbandono, dal “gioco” si ritira lui, almeno così controlla lui la relazione.
    Gli scoppi di rabbia stessi potrebbero inconsapevolmente essere dovuti ad un meccanismo mentale del suo compagno: se non ho tutto sotto controllo, se tutto non risulta perfetto agli occhi altrui, chi mi è caro mi abbandonerà: in preda a queste paure la persona può sentirsi impotente. incapace di dominarle, questa sensazione può generare talmente tanta rabbia, che la razionalità viene offuscata ed ecco gli scoppi incontrollati. (il medesimo meccanismo è meglio osservabile, perchè più rudimentale, nei capricci di alcuni bambini: prima si fa un capriccio che “ci sta”, per un qualunque motivo, poi, in risposta ad un’arrabbiatura dei genitori, la crisi aumenta, si fa via via meno controllabile, perchè a quel punto la posta in gioco non è più la caramella o il cartone, ma diventa la paura di perdere l’affetto dei genitori, quindi il bambino, da arrabbiato che era passa ad essere disperato e diventa vittima del suo stesso capriccio, anche il tipo di pianto cambia, mai osservata una situazione simile ?)
    Tornando al suo ragazzo: che fare ? propongo un paradosso durissimo, ma, se lo ama e decide di stare al suo fianco, forse avrà la forza di mettere in pratica anche questo consiglio: a chiunque verrebbe da allontanarsi, quando le gelosie del suo compagno diventano eccessive, ma lui avrebbe, proprio in quel momento, bisogno del contrario.
    Quando vede che i suoi comportamenti cominciano a diventare eccessivi lei, paradossalmente, andando contro se stessa, lo “spiazzi” dandogli di più: dopo una sfuriata da parte di lui, una coccola o una sorpresa inaspettata da parte sua Blue, così lo stupirà, spezzerà un circolo vizioso, lui si sentirà amato per quello che è, indipendentemente da come si comporta con lei e forse migliorerà.
    Durante le “crisi acute” non replichi, rischierebbe solo di rinfocolare la discussione e la sua rabbia, lo lasci sfogare da solo.
    A volte si prenda anche delle colpe che non ha (e non le sarà difficile, solo e solo se, dentro di sè sarà perfettamente convinta di non averne: una sicura sa anche aiutare per amore un insicuro, invece un’insicura non può farlo più di tanto, nemmeno se lo vuole….) ad esempio, passata la “tempesta” lei potrebbe dire col sorriso:”mi spiace amore di averti fatto sentire male per averti detto solo “carino”, in effetti tu meriti molto di più” ! e accompagnamo con un bel bacetto….. Non replichi subito, perchè, magari, vedendolo arrabbiato senza motivo, può darsi che umanamente si risenta anche lei, si vedrebbe che, al momento, la mossa non è sincera, quindi la discussione si alimenterebbe, invece di diminuire, fatto “a freddo” ha un altro effetto….
    Tutto ciò non significa che Lei debba “farsi mettere i piedi in testa” dal suo ragazzo: in un momento in cui lui è di buon umore si dia la colpa un’altra volta, con estrema dolcezza gli parli, gli dica che lei si è accorta che lui in certi momenti soffre, che lei lo ama e che, più di ogni altra cosa, vorrebbe aiutarlo per amore, ma che purtroppo lei sente di non dargli tutto quello di cui lui ha bisogno da sola (e rischia davvero di non farcela e arrivare a lasciarlo, ma questo non glielo dica, per carità !), quindi lei proporrebbe di andare insieme da un terapeuta, per migliorare la situazione, non mandi lui da solo, se no si rischia che lui si senta etichettato da lei e il vostro rapporto peggiori, se proprio lui rifiutasse le consiglierei di andare lei da sola, per essere aiutata a gestire le “crisi”.
    Non mi fraintenda, non so se può essere il caso del suo compagno, non lo conosco, solo lei può, da donna, intuire se sì o se questo no, ma il mio dovere di Psicologa mi impone di segnalare anche un altro aspetto che potrebbe eventualmente verificarsi: a volte le persone che, come sembra sia il suo ragazzo, hanno bisogno di costante rassicurazione sull’affetto e sulla vicinanza degli altri e di tenere continuamente sotto controllo la relazione, per paura che l’altro si allontani, potrebbero arrivare, più facilmente di altri, a vere e proprie manifestazioni di violenza fisica, durante le crisi di rabbia o, in caso il partner optasse un domani per una rottura definitiva, difficilmente lo “lascerebbero in pace”, potrebbero arrivare reazioni ora aggressive, magari al limite della legalità, ora “sdolcinate, ma comunque fastidiodse, se si vuole troncare, tutte miranti a mantenere il legame, come se lei fosse una sua proprietà.
    Prima di decidere che tipo di relazione impostare con il suo uomo, che potrebbe però anche stare molto meglio, grazie alle sue quotidiane manifestazioni di dolcezza, calore, pazienza, le consiglierei di riflettere molto anche su questa mia ultima considerazione, sta a lei Blue, conoscendolo meglio di me, valutare fin dove lui potrebbe eventualmente arrivare e poi decidere cosa si sente disposta a sopportare, in nome di ciò che vi lega, e fino a che punto…. Un segnale importante da non sottovalutare sarà anche la reazione che il suo partner avrà, quando parlerete del farsi aiutare insieme.
    Buona strada Blue, grazie di averci scritto, se ne sentisse la necessità, non esiti a contattarci di nuovo, magari anche per farci sapere come va….
    Dott.ssa Francesca Chiara Pellini

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