Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Federica Serafini Dr.ssa Federica Serafini 2 anni fa.

Non so gestire le critiche

    SALVE,
    RACCONTO BREVEMENTE LA MIA STORIA PER AIUTARE QUALCUNO A CAPIRE IL MIO QUADRO CLINICO,EMOTIVO,PSICOLOGICO. HO 23 ANNI E SONO UNA RAGAZZA UN PO’ DICIAMO..PROBLEMATICA, TENTANDO TUTTAVIA DI MANTENERE UN’APPARENZA DI NORMALITà. La mia infanzia è stata, per così dire, felice ed infelice allo stesso tempo. Mia madre mi picchiava fino allo sfinimento a volte, nonostante fossi solamente una bambina. mio padre mi ha sempre amata, fino a quando non sono diventata grande e probabilmente abbia capito che io non ero un maschio o forse perchè prendevo decisioni da sola e non mi lasciavo sottomettere da nessuno. infatti anche lui iniziò a picchiarmi..gli unici che mi volevano bene erano i miei nonni, di cui parlerò in seguito.
    A scuola tutti mi prendevano in giro perchè forse mi ero presentata come l’anello debole e si sa, la crudeltà dei bambini è peggiore di quella degli adulti perchè non conosce freni dettati da empatia. i miei compagni di classe mi aspettavano fuori all’uscita per strattonarmi e buttarmi lo zainetto a terra sporcandolo di polvere o per insultarmi miseramente. Talmente tanto è stato il mio trauma che ho iniziato ad odiare la scuola e avevo preso l’indefessa decisione di abbandonarla finita la terza media.
    tuttavia feci un altro tentativo e mi iscrissi alle superiori e in particolare al liceo. qui il mio amore per lo studio esplose letteralmente in seconda..arrivando alla conclusione che, giustamente, non era la scuola, ma le persone che la frequentavano che avevano reso i mie anni scolastici un vero e proprio inferno. Infatti, notai con estrema gioia e timore che nella mia nuova classe non c’era nessuno che conoscevo e quindi potevo iniziare dal principio a costruirmi una nuova vita. Nel frattempo, a fronte dei miei evidenti strascichi dell’infanzia,

    ho iniziato a farmi del male per qualsiasi cosa: per autopunirmi o per punire gli altri.

    Autopunirmi perchè ero molto esigente nei miei confronti e non tolleravo mancanze di alcun tipo: emotivo(se mi permettevo di stare male per qualcuno o qualcosa)o in termini di risultati; oppure per punire gli altri per operare un ricatto emotivo, o instillare il senso di colpa. rendendomi conto che, evidentemente, tutto questo non era razionale, ho iniziato a documentarmi sul perché e percome dei miei gesti, autoanalizzandomi e analizzando anche tutto il contesto. diciamo che, per fortuna, questa fase buia della mia vita si è conclusa molto presto, tempo un anno e dell’autolesionismo non era rimasta alcuna traccia per non ricomparire più. le miei abilità a scuola sono aumentate,tanto da essere una delle prime della classe (tranne la matematica,che detesto dal profondo del mio cuore) e specializzandomi negli studi umanistici. Nel frattempo, giunta in quinto superiore, ho avuto tempo per trovare anche l’amore, nonostante le mie tare affettive, e dura tutt’ora oggi, a distanza di sei anni. questo è l’unico accenno di stabilità nella mia vita, e a cui mi appiglio con tutta me stessa impegnandomi a coltivarlo.  Dopo le superiori avevo deciso di intraprendere gli studi di psicologia, dettata dall’intento di cercare di capire la mente umana, ma dopo mi sono lasciata trasportare dalle mie inclinazioni e ho scelto quello che era più congeniale a me, l’archeologia.

    Tuttavia all’università ho dovuto sperimentare un’altra delle mie limitazioni e cioè la scarsa capacità di adattarmi e ad interagire.

    Non mi sono mai integrata nell’ambiente, nonostante studiassi ore e ore non riuscivo mai a dare un esame perchè andavo in blocco, mi spaventavo del mio potenziale esaminatore per una irrazionale paura di essere giudicata o non so perchè, e in due anni non ho stretto nessuna amicizia o conoscenza. quando sembrava davvero che mi stessi pian piano inserendo e dopo aver anche conosciuto una persona che poi è diventata forse la mia miglior amica, ecco che arriva la batosta: un grave lutto in famiglia. questo lutto porterà con sè conseguenze catastrofiche perchè ha minato tutte le mie certezze e non mi sono ancora ripresa, a distanza di 3 anni. ho preso così l’amara decisione di lasciare l’università (di cui me ne pentirò per tutta la vita), anche a fronte dei problemi economici in famiglia. abbandonata l’università ho deciso di avviare un’attività commerciale ma questa mi sta oggi portando alla tomba, perchè ci sono persone terze della mia famiglia che pretendono di comandare al mio posto gestendo tutto e giudicandomi dalla mattina alla sera.
    ECCO LA MIA STORIA…ORA ECCO I MIEI SINTOMI: SCARSA CAPACITà DI RELAZIONARE COL PROSSIMO, DIFFICOLTà NEL FARE NUOVE AMICIZIE, MISANTROPIA NEL MODO PIù ASSOLUTO, EMPATIA A VOLTE ECCESSIVA, A VOLTE DEL TUTTO ASSENTE, COLITE SPASTICA NERVOSA, ANSIA CHE SI ATTACCA ALLO STOMACO, A VOLTE SENZA UNA SPECIFICA RAGIONE, TANTO DA FAR STARE LA MIA PANCIA SEMPRE IN TENSIONE, NON SEMPRE MA MI PROVOCA ANCHE VOMITO, ANSIA CHE SI TRADUCE IN UN SENSO DI COSTRIZIONE ALLA GOLA CON DIFFICOLTà A DEGLUTIRE O ANCHE PARLARE O RESPIRARE (SENSO DI SOFFOCAMENTO) (QUESTO SOLO NEI MOMENTI DI FORTE AMAREZZA),

    DIFFICOLTà AD ACCETTARE LE CRITICHE, LE OPINIONI ALTRUI, LA REMOTA POSSIBILITà CHE UN ALTRO POSSA ESPORRE UN QUALCOSA IN CONTRASTO CON LA MIE DECISIONI O COL MIO PENSIERO, DIFFICOLTà A GESTIRE LA RABBIA, ESPLODO PER NULLA, SINONIMO CHE FORSE “IL VASO” è COLMO FINO ALL’ORLO, SONO COSTANTEMENTE NERVOSA, IN TENSIONE COME UNA CORDA DI VIOLINO.

    LA MIA REATTIVITà è PIù PRONUNCIATA DI SERA O DI NOTTE, MENTRE AL MATTINO E NEL PRIMO POMERIGGIO PREFERIREI SCOMPARIRE. LA MIA MENTE è PROIETTATA SEMPRE AL FUTURO, PIANIFICO LA MIA VITA FIN NEI MINIMI DETTAGLI, IMMAGINO GIà COSA POTREI ESSERE O FARE TRA 5 O 10 ANNI, E VADO IN TILT SE I MIEI PIANI VENGONO SCONVOLTI.
    HO PAURA DI ESSERE LASCIATA, CHE IL MIO LUI SI STANCHI DI ME, ANCHE SE IN REALTà NON C’è ALCUN MOTIVO PER CUI LO DEBBA FARE. QUESTO SUCCEDE PERCHè A VOLTE IMMAGINO LA MIA VITA SENZA DI LUI E VADO IN SCONFORTO. LA MIA MENTE PENSA CONTINUAMENTE, 24\7, NON RIPOSA MAI, NEMMENO LA NOTTE, è SEMPRE SVEGLIA E QUESTA COSA MI STA FACENDO IMPAZZIRE, IMMAGINO COSE CHE VANNO ALDILà DELL’UMANA COMPRENSIONE, SONO UN FIUME IN PIENA DI DIVERSI SENTIMENTI TUTTI MISCHIATI TRA DI LORO: A VOLTE SENTO DI POTER ALZARE IL MONDO IN PREDA A CHISSà QUALE TITANISMO LEOPARDIANO, MENTRE A VOLTE SPROFONDO NELLA DISPERAZIONE PIù ASSOLUTA. NON RIESCO A TROVARE PIù UN ATTIMO PER STARE DA SOLA CON ME STESSA, DATO CHE SONO IMPEGNATA 6 GIORNI SU 7 PER 12 H AL GIORNO. AMO LA SOLITUDINE, AMO STARE SOLA CON ME STESSA E CON LE MIE IDEE. A 16 ANNI HO INIZIATO A SCRIVERE UN LIBRO E OGGI POSSO DIRE, DOPO AVER STRAPPATO TUTTE LE PAGINE CHISSà QUANTE MIGLIAIA DI VOLTE, DI ESSERE SULLA BUONA STRADA.SCRIVERE MI PROIETTA LONTANO DAI MIEI PROBLEMI E MI CATAPULTA IN UN MONDO SOLO MIO DOVE NON PUò ENTRARE NESSUNO E DOVE SONO LIBERA DA OGNI LEGAME E COSTRIZIONE. L’ARTE OPERA IN ME UNA SORTA DI CATARSI, SENZA DI ESSA SAREI MORTA.
    HO PAURA DI ESSERE UN SOGGETTO BORDERLINE, IN QUANTO MI CI RITROVO PER UN BUON 70%, ANCHE SE SONO APERTA AD ALTRE IPOTESI, TANTO, DISTURBO PIù, DISTURBO MENO…HO DA TEMPO ACQUISITO LA CONSAPEVOLEZZA DI NON ESSERE UN “SOGGETTO NORMALE”, MA CON DEGLI EVIDENTI PROBLEMI. DOPO QUESTO FIUME DI PAROLE VORREI UN PARERE DA QUALSIASI ESSERE UMANO DISPOSTO AD ACCOGLIERE LA CONFESSIONE DI UNA POVERA SVENTURATA COME ME. GRAZIE A TUTTI.

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    Dr.ssa Federica Serafini

    Artemis buongiorno,
    Forse sei una povera sventurata per ciò che ti è capitato, ma la tua intelligenza e consapevolezza rispetto a quanto hai vissuto e alle cicatrici che ciò ti ha lasciato, sembra essere e credo sia, la tua grande forza!
    Hai parlato di autoanalisi, alcune volte però l’intellettualizzazione dei meccanismi psicologici se da un lato porta a comprenderli e ci aiuta a mentalizzarli, dall’altro non ci aiuta a viverli e non ci sprona a modificare quanto di sbagliato mettiamo in atto e le nostre difese non ci portano a vedere dove e perché ci blocchiamo dall’evolvere in modo sano…. Per questo leggere e interessarsi di psicologia non basta, serve l’appoggio e il sostegno di uno specialista, potrebbe rivolgersi alla sua asl di competenza e sperimentarsi nell’affidarsi…. Le auguro un buon percorso, mi faccia sapere come va la sua vita, mi farebbe piacere…
    Dott.ssa Federica Serafini

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