Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Emanuela Venanzoni Dr.ssa Emanuela Venanzoni 5 anni, 11 mesi fa.

La morte mi circonda e lui se ne è andato

    Salve, ho avuto una storia molto bella, durata 13 anni, di cui 8 di convivenza. E’ da un paio di anni che attorno a noi sta capitando di tutto: tre anni fa mi è stato riscontrato un mosaicismo genetico che mi ha provocato tre aborti, quindi per noi l’unica possibilità di diventare genitori è ricorrere al l’ovodonazione, a maggio è morta una nostra carissima amica dopo indicibili sofferenze causate da un tumore, a giugno a mio padre sono stati diagnosticati 2 tumori. Io, essendo figlia unica di papà vedovo sono andata nel pallone non ho capito più niente e sono stata assorbita quasi esclusivamente dalla situazione di mio padre. Premetto che ad agosto piangente e moralmente acciaccata ho chiesto al mio compagno di darmi supporto morale e forza (come se non avessi parlato) nel frattempo la mia voglia di continuità e di vita ( sono tre anni che la morte mi attornia) aumentava e ho preso appuntamento per l’ovodonazione. Al rientro lui mi dice che forse non se la sente perché non sa più se mi ama o no, dopo una notte di sonno ho chiuso la storia, mi sono sentita tradita sola … Non so da dove ricominciare, forse lui non aspettava altro, forse affrontare quei problemi era troppo grande per lui, sta di fatto che dopo due giorni sua madre è venuta e si è portata via tutto, lui mi ha scritto un messaggio dicendomi che sono una bella persona che mi vuole bene ma non sa più cosa vuole. Io ho risposto con un bel vaffa, vi prego aiutatemi a districare un po’ la situazione grazie dell’attenzione

    Risposta
    Dr.ssa Emanuela Venanzoni

    Cara Pigetta,

    da quello che ha scritto, posso immaginare che sia per lei un momento di difficoltà e che non sia facile far fronte ad una serie di situazioni così stressanti come quelle che riguardano il lutto, l’essere vicina a suo padre che si trova in un momento così delicato ed affrontare anche una separazione affettiva dal suo compagno.

    E, mi ha molto colpito, anche la sua storia personale, del suo desiderio di diventare madre e di formare una famiglia con il suo compagno, nella quale anche lì sono stati presenti elementi luttuosi della perdita di un bambino.

    Sono situazioni che possono purtroppo a volte indebolire e minare il benessere di una coppia per quanto alla base ci possa essere un grande amore e la voglia di continuare a condividere nel bene e nel male le vicissitudini della vita, che possono mettere a dura prova la nostra forza e la nostra serenità emotiva e psicologica.

    E’ una situazione delicata ed emotivamente forte che va osservata e presa con tutta la dovuta attenzione e forse in questo momento più che sulla rinascita eventuale della vostra coppia, che laddove si formasse di nuovo, andrebbe un pò accompagnata e sostenuta, mi concentrerei sull’accoglienza della sua difficoltà, per riuscire a trovare, nel tempo, una nuova via verso la serenità.

    Credo che in questo momento possa essere utile cercare l’aiuto di un professionista con il quale elaborare sia questa separazione, al di là che sia momentanea oppure no, e sia per farsi sostenere riguardo anche il vissuto della malattia di suo padre, al quale sta dando cure, attenzioni, ma anche tante energie ed emozioni che vanno accolte ed elaborate.

    Non è semplice affrontare determinate situazioni da soli ed il fatto di poter sostenere insieme a qualcun’altro un momento difficile, può rappresentare un buon appoggio emotivo ed un inizio per una nuova ri-costruzione di sè stessa.

    Un caro saluto

    Dott.ssa Emanuela Venanzoni.

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