Questo argomento contiene 3 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Marinella 3 mesi, 1 settimana fa.

Mia sorella mi odia e minaccia di uccidersi a causa mia

    Asinochecorre

    Buongiorno,
    mia sorella di 35 anni ha sempre avuto un carattere difficile: timida, introversa, insicura. Io ho un anno più di lei e sono l’opposto: estroversa, forte, energica e sicura di me. Siamo sempre state molto legate, ma nel tempo il legame da parte sua si è rivelato più un legame di dipendenza che di reale e scambievole affetto. Racconto un po’ la sua e nostra storia per arrivare ai problemi attuali. Diplomatasi con il massimo dei voti, si è iscritta a medicina, ma sin dall’inizio si sono manifestati dei problemi. Non riusciva a tenere il passo con gli esami, nonostante non facesse altro che studiare; inoltre, il carattere non l’ha aiutata a fare amicizie e in breve, uscita dal percorso scolastico liceale, ha perso ogni contatto con gli altri, isolandosi sempre di più. Tuttavia appariva serena. Io studiavo ingegneria, e conducevo un’esistenza per me normalissima, tra amiche e fidanzati. A un certo punto mi sono laureata, ho trovato lavoro, sono andata a convivere e mi sono sposata; tutti questi cambiamenti sono stati vissuti da mia sorella come dei lutti, soprattutto la mia uscita di casa e il mio matrimonio. Provai a coinvolgerla ma non faceva che piangere e in quell’occasione rimasi amareggiata per il suo comportamento di ostacolo verso un evento che per me era in tutto e per tutto felice. Di lì a poco purtroppo è morto nostro padre. Mia sorella ha continuato a studiare sempre meno, fino a esplodere un giorno dicendo che non voleva più saperne e decidendo di lasciare gli studi. Da lì sono cominciati anni di nulla, in quanto non sapeva cosa fare della sua vita, e passava le giornate tra il letto e la terrazza di casa, sempre in solitudine. Le suggerimmo di cercare un lavoro, ma la ricerca si è rivelata estremamente complessa a causa delle sue difficoltà di parlare con estranei, a causa della sua scarsa motivazione (non ha problemi economici anche per via dell’eredità di nostro padre), a causa delle sue aspettative esagerate, a causa della crisi economica. Alla fine, ha smesso praticamente di cercare. Oggi ha 35 anni, ha lasciato l’università da 7, vive con nostra madre di 75, accusandola di essere la fonte di tutti i suoi problemi per non averla saputa guidare nelle scelte. E’ inoltre piena di rabbia, frustrazione, astio e rancore verso di me, in quanto a suo dire non l’ho aiutata e non la aiuto. Nel tempo i suoi sentimenti negativi sembrano crescere e a mio avviso immotivatamente: la chiamo ogni giorno anche solo per farla sfogare, la invito regolarmente a casa nostra per farle cambiare aria, la porto in giro, l’ho persino portata in vacanza a Parigi e cerco sempre di trovarle un lavoro, pur non riuscendo, purtroppo. Credo onestamente di fare tutto quello che è nelle mie possibilità per starle vicino e aiutarla. Anni fa l’ho convinta ad andare da una psicologa, ma dopo qualche mese ha interrotto la terapia perché non la trovava utile, e non prima di aver screditato completamente la psicologa che la seguiva.
    In particolare ho notato un grosso peggioramento dalla scorsa estate, forse a seguito di una mia promozione nel lavoro.
    Quando la sento parlare mi rendo conto che le sue aspettative sono del tutto slegate dalla realtà, ad esempio sono anni che dichiara che sta per andare via di casa, ma naturalmente ciò non è possibile in mancanza di un lavoro, che però nemmeno cerca. Inoltre, sul tema lavoro, si aspetta un posto fisso, ben retribuito in modo da poter avere un tenore di vita in linea con quello di “tutti”: non è chiaro però né chi sono “tutti”, né di che lavoro parli e come potrebbe svolgerlo, non facendo corsi né altro per prepararsi ad una professione presumibilmente di alto livello.
    Tende a screditare i risultati degli altri, soprattutto i miei; la mia facoltà era più semplice, il mio lavoro lo sanno fare tutti, la mia carriera (sono manager di una multinazionale) non vale niente e chiunque la poteva fare. Adesso sono incinta, e ha un atteggiamento negativo anche verso la bimba: in vista del parto, che avverrà a breve, non le ha comprato nemmeno un ciuccio (e non ha fortunatamente problemi economici), quando ne parliamo se ne va, cambia stanza, e più volte ha detto che non le interessa nulla.
    Sembra provare solo invidia e rancore verso di me: invidia per la vita che conduco, per il lavoro, per la casa, adesso per la bimba. E’ come se scaricasse su di me tutte le sue frustrazioni, probabilmente io rappresento per lei tutto quello che non ha fatto e voleva fare. E’ diventata via via più arida, egoista, avarissima. Nostra madre la mantiene in tutto e per tutto dandole anche dei soldi mensili, lei mette tutto da parte come se si stesse preparando a una vita senza lavoro. Verso nostra madre ha un atteggiamento terribile a mio parere: oltre ad accusarla di tutti i suoi guai, le manca di rispetto continuamente, se ha bisogno di qualunque cosa fa in modo di non esserci, ad esempio se deve venire un tecnico si chiude in camera o esce per lunghe ore, se cucina lo fa spesso solo per se stessa, e mangia anche da sola di nascosto. Anche verso di me ha un atteggiamento ostile, per lo più non risponde alle chiamate, e spesso quando la chiamo e riesco a parlarci se dico qualcosa che la contraria chiude la conversazione attaccando il telefono.
    Alcuni suoi discorsi sono del tutto privi di logica: ad esempio, dichiara che non ha relazioni perché non ha un lavoro, oppure non ha un lavoro perché non ha una macchina (ma naturalmente non pensa a comprarla pur avendo il denaro per farlo), non ha una macchina perché è sola….non esce di casa perché non ha una casa sua….Insomma argomentazioni che non hanno una logica, ma lei appare convinta e guai a provare a contraddirla, diventa aggressiva e ha delle crisi di nervi spaventose che il nostro vicinato purtroppo ha imparato a conoscere perché grida le sue ragioni dalla terrazza, senza pudore. Non sappiamo come fare. Io sono davvero in grande difficoltà perché sono al contempo odiata e amata, sono la sua unica valvola di sfogo perché ha un dialogo, anche se negativo, solo con me, e purtroppo da anni ricevo messaggi in cui minaccia di uccidersi a causa mia, concludendo di non andare al suo funerale, e senza mai spiegare il perché sarei la causa dei suoi mali (se lo chiedo, tace e si gira dall’altra parte). In questo periodo che sto per partorire avrei bisogno di tranquillità, affetto, supporto, ma lei è più instabile del solito, mi evita appositamente credo per evitare di essere coinvolta, non mi chiama nemmeno per chiedere se sono viva e non passa a trovarmi sebbene abiti a pochi isolati da lei. E’ come se tentasse di cancellarmi, e io sento crescere in me molta amarezza per questi comportamenti, che trovo siano irrispettosi anche verso la bimba che ho dentro. Cosa posso fare perché la smetta almeno di considerarmi il capro espiatorio dei suoi problemi? E qual è il miglior modo di agire, ha senso che io cerchi di convincerla ad andare da un medico o è meglio che la lasci in pace definitivamente, essendo comunque adulta? Qual è il mio dovere di sorella? Ne può uscire da sola? Mi preoccupo troppo e non sono fatti miei?

    Risposta

    Nessuno che possa darmi un consiglio? A distanza di mesi, i problemi sono sempre i medesimi.
    Non so come comportarmi con mia sorella, non so fino a che punto io debba interessarmi, e soprattutto non so come reagire di fronte ai suoi comportamenti, le minacce di suicidio e tutto il resto.
    Qual è il modo migliore di reagire da parte mia?

    Risposta

    Ha la sua età ormai, il suo unico problema e che tu sei sempre rappresentata l’opposto di lei e tutto ciò che avrebbe voluto essere; il massimo che puoi fare e darle degli obbiettivi concreti. In questo momento non ha le idee chiare e se la prende con gente che conosce da una vita con cui è facile prendersela …. dille che non sei disposta ad ascoltare i suoi piagnistei a meno che non voglia fare qualcosa di concreto e in quel caso tu ci saresti, deve essere brutto per una creatura avere dato il massimo a scuola per prendere il diploma e lasciare poi crollare tutto a causa delle paure che ha e vedere la sorella che ottiene i risultati a cui aspirava tanto ,la madre deve essere la colpa di tutto per l’educazione impartita e per come e cresciuta perchè lei si odia e tu devi essere tutto ciò che voleva diventare con un carattere come il tuo però no hai sicuramente un brutto carattere e pur essendo una gran parlatrice sarai sicuramente molto superficiale per lei ,come e possibile che persone così ottengono questo …. invidia da ogni punto di vista; lascia che fissi degli obbiettivi e li raggiunga con il tuo aiuto, se vuole. Il tempo delle lacrime e finito servono i fatti

    Risposta

    Buona sera, ho letto tutto con molto dispiacere ho un rapporto simile pultroppo nei ultimi anni con mia sorella, le esperienze sono diverse. Ma le dinamiche molto simili, da quello che scrivi si capisce che tua sorella è molto immatura, è piena d’accidia ed essendo agiata non ha mai dovuto mettersi in discussione, relazionarsi per sopravvivere con i capi per esempio e capisco la tua preoccupazione per il suo domani un giorno tu avrai una famiglia a cui dare priorità e tua madre morirà, dopo di che lei cosa farà abbandonata a se stessa? Attuarerà le sue minacce?
    Ti capisco… Sapere che è invidiosa non è di nessuna utilità come il darsi colpe… Educarla ora è tardi nel senso che non attechirebbe come quando lo si fa nella giusta età e comunque non è un tuo compito: sei la sorella non la madre e non sei dispetti e di soluzioni e gioie.
    Vorrei legittimarti ad escluderla dalla tua vita, visto che ne avresti i pieni diritti.

    Ma anche questo sostegno emotivo è palliativo e comunque il problema sul da farsi concretamente non posso dartelo sia per le poche informazioni sia perché non sono un medico della psiche a tua disposizione… posso nel mio piccolo mettere a disposizione la mia esperienza…

    Risposta
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