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Maladaptive daydreaming?

    Buonasera,
    sono Giovanni, un ragazzo Ftm di 19 anni.
    Vi scrivo perché qualche tempo fa mi sono imbattuto, navigando in rete, in un termine che mi ha colpito molto, che mi descrive bene: maladaptive daydreaming.
    Ho sempre avuto la tendenza a fantasticare molto, ma ultimamente la cosa comincia a sfuggirmi di mano. Soffrendo di insonnia, quand’ero bambino passavo delle ore sdraiato a letto a raccontarmi delle storie, che diventavano ricchissime di trame e particolari. Erano sempre legate alle mie esperienze diurne e, adesso che ci penso, andavano in qualche modo a compensare delle mancanze nella vita reale; mi spiego: ho sempre percepito mio padre come debole, e nelle mie storie c’era puntualmente una figura forte, sempre maschile, che mi aiutava o mi proteggeva. Non erano rare la fantasie nelle quali mi ritrovavo abbandonato dai miei genitori in una città sconosciuta, e venivo soccorso da una figura forte, ad esempio un soldato. Una variante anche molto frequente mi vedeva svenuto per strada, e quindi portato in ospedale. La stessa cosa accadeva se mi sentivo solo (e quindi storie in cui stringevo particolari amicizie) e così via.
    Una volta costruita una trama, passavo ore intere a ripetermela, aggiungendo particolari, dialoghi e immagini, suoni. Di solito una storia durava un paio di giorni, fino a quando un nuovo stimolo, una nuova sensazione o avvenimento, non mi spingevano a cambiare trama.
    Tuttavia questo non mi ha mai impedito di condurre una vita normale: come ho già detto, fantasticavo solo prima (e per) addormentarmi. Era diventata un’abitudine, una sorta di ninna-nanna.
    Le cose sono cambiate circa cinque anni fa, quando ho preso coscienza della mia transessualità, e la disforia di genere si è acutizzata. Ho cominciato allora a rifugiarmi sempre più spesso nelle mie storie, magari anche trascurando lo studio, per questo.
    Adesso che ho finito il liceo e lavoro, la situazione è peggiorata moltissimo, dato che ho molto più tempo libero (lavoro infatti solo i fine settimana). Durante il giorno dovrei studiare, dato che l’anno prossimo voglio iscrivermi all’università, ma la mattina non riesco ad alzarmi, nonostante mi svegli alle otto: rimango sdraiato a letto, perso nelle mie fantasie. Sembra ridicolo, ma nonostante mi punti quattro sveglie, non riesco ad alzarmi.
    Ormai esco molto poco di casa, proprio solo per andare a lavorare, ma anche per strada mi capita spesso di trovarmi a fantasticare (più di una volta ho sbagliato strada, trovandomi all’esatto opposto di dove dovevo andare).
    Ovviamente le storie sono cambiate: ora sono io ad aver assunto il ruolo “dominante”, forte; altrimenti immagino lunghi colloqui con un terapeuta o una persona che mi è molto cara (anche se la cosa non è ricambiata, e quindi queste chiacchierate purtroppo non avvengono).
    Cosa ne pensate?
    Grazie mille

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