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La mia storia sta finendo?

    Buongiorno,
    scrivo per avere un consiglio o un diverso punto di vista riguardo un problema che non mi fa vivere serena.
    Ho 25 anni e sono una studentessa. Attualmente (ho quasi finito il mio percorso universitario) vivo all’estero, in Europa, dove sto finendo gli esami e sto partecipando a un progetto di ricerca per la mia tesi finale. Dovrei tornare in Italia a Luglio.
    Mi ero programmata di vivere questa esperienza che ho sempre pensato importante per il mio percorso accademico e la mia crescita personale. Qua mi trovo bene, sto imparando cose nuove, lingua nuova e sto conoscendo persone nuove. Posso pertanto descrivere il mio stato d’animo in maniera abbastanza positiva (tralasciando i normali stress della vita di universitari e non), e mi sento determinata a raggiungere i miei obiettivi.
    Il mio unico problema è la relazione in cui mi trovo e alla quale sono ormai quasi decisa a porre fine.
    Sto insieme al mio ragazzo da 2 anni. Lui ha 37 anni ed è una persona che per natura del suo lavoro (ma anche per sua passione) viaggia tantissimo. A volte ho riflettuto sula nostra differenza d’età, ma ho sempre concluso che se stavamo bene insieme non rappresentasse un problema.
    Lui vive in Italia e da quando mi sono trasferita (a settembre) ci siamo visti circa una volta al mese.
    I primi mesi della storia con lui sono stati molto belli (come immagino in tutte le storia) ma già prima che io partissi (dopo circa un anno di frequentazione) abbiamo vissuto moltissimi momenti di crisi (non legati alla mia partenza).

    La maggior parte dei miei malumori erano legati a quello che io percepisco come sua “assenza”. Ci siamo sempre frequentati molto, ma lui con il tempo è diventato sempre meno tenero nei miei confronti, come se mi portasse rancore (con una netta differenza dai primi mesi), e tante volte ho avuto la percezione di essere data per scontata e acquisita.
    Abbiamo parlato e straparlato tante volte, ma lui si agita sempre molto facilmente e percepisce (o vuole percepire) tutto ciò che dico come un’accusa.

    Arrivo a scrivere perché quest’ultimo mese lui si è fatto sentire pochissimo (o mai) portandomi a stare aspettare per un suo messaggio o una chiamata (unica via di comunicazione a distanza).
    Abbiamo litigato diverse volte, sino a quando io ho cercato di parlargli onestamente dicendo che lo vedevo sempre meno interessato a me, e sentivo che lui non mi volesse più. Lui a malapena ha smentito, e mi ha dato addosso dicendo che “io mi lamento in continuazione” e che “non mi va mai bene niente”, sino ai “rompere le p****”. Inutile dire che non accetto questo tipo di linguaggio nei miei confronti, e che la sua risposta non ha fatto che peggiorare la situazione. Gli ho comunicato la mia volontà di interrompere la nostra relazione, e lui si è arrabbiato, mi ha rinfacciato i suoi sacrifici per venire a trovarmi (non è la prima volta che mi accusa dei “presunti sacrifici” che lui fa per me, che onestamente non vedo immani). I successivi 2 comportamenti si sono susseguiti:
    1-lui per qualche giorno mi scrive dei messaggi neutrali e banali ignorando le nostre precedenti conversazioni (ai quali io non ho mai risposto)
    2-lui non si è più fatto sentire
    Sicuramente abbiamo (o lui ha) un problema di comunicazione, in quanto predilige scrivermi su WhatsApp (cosa che alla sua età trovo ridicola) piuttosto che chiamarmi. Quando abbiamo discusso al telefono ( ma anche di persone quando abitavamo nella stessa città), il tutto finisce con un suo presunto “attacco d’ansia”, o “fegato marcio” (parole usate da lui) che gli impediscono di continuare la conversazione. Lui sostiene di non farsi sentire perché io creo dei conflitti ogni volta (che riguardano il fatto che lui non si fa sentire, che già di per se è un controsenso).
    In ogni caso si è rifiutato di darmi qualsiasi tipo di rassicurazione o parola dolce.
    Gli ho anche chiesto di essere sincero, di dirmi se non mi vuole più ecc…, ma lui sembra contrario (a parole) a interrompere la nostra storia, senza fare qualcosa o dare cenno di volerla continuare.
    Talvolta penso che sia un codardo, incapace di essere onesto con se stesso e con me, e che abbia paura di rimanere solo.
    Non so più cosa fare, io cerco di essere tenera nei suoi confronti, dandogli la sicurezza che la nostra distanza non sia un problema, ma mi manca riscontro da parte sua.
    I miei amici mi consigliano da sempre di interrompere (forse non vedendomi felice), e ammetto di aver pensato che lui non fosse una persona adatta a me (e per dirla tutta, a volte ho pensato fosse una grande s******). Tuttavia io mi sento innamorata, e se sentissi un riscontro da parte sua, continuerei piacevolmente la nostra relazione.
    So benissimo che lei non mi potrebbe mai dire cosa è meglio per me, ma mi piacerebbe sentire un parere esterno.
    Buona giornata.

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