Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Monica 2 anni, 10 mesi fa.

La mia ragazza è anoressica, cosa fare?

    ragazza tristeCiao, ho 16 anni e volevo chiedere aiuto per la mia ragazza, mia coetanea, che chiamerò C. Stiamo insieme da poco ma abbiamo un legame molto intenso, io la amo e non riesco a ignorare il problema grave che ha. O forse sarebbe meglio dire “problemi”.
    Prima di tutto ha una sorta di anoressia (per adesso non a livelli allarmanti, nel senso: non rischia di andare in clinica, ma è comunque un problema pesantissimo per lei) che la fa vedere sempre grassa. Il suo obiettivo non è essere magra ma essere sottopeso (a volte lo ammette lei stessa). Quando pochi mesi fa era leggermente sottopeso, si vedeva magra ma comunque non era soddisfatta. Dopodiché ha smesso di “non-mangiare” e ha preso non so quanti chili (ora come ora io la definisco magra, ma lei si vede normale e anche un’amica le ha detto che è normale e ovviamente ciò la fa stare male), e ora sta di nuovo malissimo con se stessa. La sua intenzione è quella di digiunare o forse anche vomitare fino a tornare sottopeso. Ma al momento non ci riesce, per la fame nervosa, ciò significa che continua a stare malissimo e questa frustrazione la danneggia anche nello studio. In tutto questo si aggiunge il timore di celiachia o altre intolleranze (a breve dovrà farsi le analisi) che di certo non aiuta il disturbo alimentare: anche i genitori faticano a capire, o forse si rifiutano di capire… lei li sente molto lontani, altro problema. Non si sente minimamente amata (durante la sua vita ha sempre pensato che amassero più il fratello) e perciò non riesce ad affrontare questa situazione perché si sente sola. Inoltre, la madre è peggio di lei: le ha raccontato che da giovane si induceva il vomito; qualche anno fa ha provato a uccidersi prendendo dei medicinali; attualmente c’è la possibilità che continua a autoindursi il vomito. Nonostante ciò, C. non si sente capita, perché con il padre non ha un buon rapporto, e la madre o fa finta di non capirla o non so che pensare…
    Un altro problema grave sono le fitte alla pancia che spesso la prendono… C. pensa siano causate da alcuni cibi, ma io sono convinto che siano causati unicamente dal blocco mentale che ha con il cibo. Lei, associando il mal di pancia al cibo, ha la “scusa” per non mangiare perché altrimenti starebbe male.
    Aggiungo che io di questo problema qualcosa so… nel senso: determinati concetti li capisco, ma ovviamente non so minimamente come risolvere il problema. L’unica cosa che mi viene in mente è di consigliarle di andare da uno psicologo, e lo faccio quasi quotidianamente, ma lei non mi sembra molto propensa. Prima di tutto probabilmente dovrebbe farlo di nascosto perché non vuole dire il problema ai genitori (forse è anche la cosa migliore non dirglielo, probabilmente sarebbe solo peggio, visto la loro immaturità… non so che pensare) e non so neanche se sia possibile trovarne uno gratuito, perché non so se il consultorio in zona ne ha uno. Seconda cosa, come ha detto C. stessa, “andare da uno psicologo significherebbe essere malata” (quindi evidentemente non riesce ad accettare di avere una malattia, anche se ormai utilizza il verbo “guarire” per indicare il processo che non la farà più soffrire).
    Da questo deriva che non ho la minima idea di come procedere… ho cercato di delineare la situazione nei minimi dettagli (mi scuso se sono stato così prolisso) sperando in una risposta più d’aiuto possibile… grazie dell’attenzione, R.

    Risposta
    Dr.ssa Federica Leva

    Caro Randa,

                      l’opposizione della tua ragazza è comune a molte anoressiche, che cercano di sottovalutare il loro problema. Sono convinte di poter uscire dall’anoressia da sole, senza problemi, come se la decisione di digiunare dipendesse esclusivamente dalla loro volontà. In realtà, superata una certa soglia, il problema diventa a tutti gli effetti una malattia, e come tale viene trattata nel DSM. Esistono requisiti specifici che identificano il problema come anoressia e non come semplice decisione di non alimentarsi e, se vengono soddisfatti, è necessario che la persona coinvolta prenda atto della sua problematica e accetti di essere aiutata. Da quello che racconti – la volontà della tua ragazza di essere sottopeso e i problemi relazionali con la sua famiglia – la situazione non deve essere sminuita e trascurata. È importante che lei si rivolga tempestivamente a specialisti esperti, anche tramite l’ospedale – chiedete informazioni al servizio di pediatria, dal momento che la ragazza ha solo sedici anni – in modo da evitare che la situazione degeneri. Il trattamento non è solo alimentare, ma la si aiuterà a gestire tutti quei problemi personali e familiari che hanno scatenato la malattia.
    In conclusione, non sottovalutate il problema. Con la sua volontà di essere sottopeso, di sparire e di restare bambina, la tua ragazza sta inviando un messaggio di forte disagio a chi le sta accanto. Per qualche tempo la sua protesta silenziosa la farà sentire forte e dalla parte della ragione, ma sulla distanza le creerà problemi sempre crescenti, sia a livello metabolico che psicologico. Non aspettate che la situazione, già critica, degeneri ulteriormente. Sappiate che un alto numero di anoressiche non riesce a guarire e va incontro a complicazioni gravi, anche fatali. Rivolgetevi a un consultorio o all’ospedale, e chiedete come muovervi per ricevere le cure di personale esperto.

    Auguro alla tua ragazza, che è sicuramente una ragazza tenace, di avere la voglia e la forza di guarire e di costruirsi un futuro sereno, lontano dalle difficoltà che l’hanno portata a dominare il suo corpo con tanta caparbietà.
    Buona domenica!
    Dr.ssa Federica Leva

    Risposta

    E’ difficile per me dover dare un consiglio, dico solo che ci sono passata per due volte. la prima a causa della depressione ed all’età di 41 anni, ma era una questione di autodistruzione, insicurezza, stanchezza….non so…..e poi sempre a causa della depressione due anni fa, a 50 anni. L’unica cosa che ti consiglierei di fare è quella di parlarne seriamente con i genitori, e dire loro che la loro figlia si sta autodistruggendo in quanto non ha attenzione da parte loro. E poi io direi che bisognerebbe mettere paura a ‘sta tizia, perché oltre al fatto di essere un’età particolare…..  si sta autodistruggendo e bisogna spaventarla e dirle che DEVE farsi aiutare da uno specialista…..lei dice “se vado da uno specialista significa che sono ammalata” certo che lo è, perché se la pensa così LO E’. Pertanto….io davvero ti consiglierei di parlare con i suoi…. spaventali, soprattutto perché sono i genitori e DEVONO prendersi cura della loro figlia.
    Good Luck
    Monica

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