Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Federica Leva Dr.ssa Federica Leva 3 anni, 4 mesi fa.

I suoi genitori mi disprezzano e lui li difende

    Salve! E’ la prima volta che Vi scrivo. Avrei un quesito da porre: da due anni ho una storia con un uomo di quasi 40 (abbiamo quasi 10 anni di differenza). Io già ho avuto una figlia da una storia precedente che vive con me e che lui ha accettato. Entrambi lavoriamo e lui ha casa di proprietà.
    Sarebbe tutto idilliaco, ma io non piaccio ai suoi. Fin dalla prima volta che mi ha visto il padre, saputo che sono laureata in lingue, mi ha detto che ho una laurea inutile (Lui ha la terza media, il figlio una laurea in economia, la moglie uguale, sempre la terza media). Io sono un’insegnante e ho una mia scuola di lingue e di ripetizioni. Ma continua sempre a dirmi che sono grassa, che mangio male, l’ultima che non sono neanche buona per lavare i piatti.
    Il figlio sta sempre zitto o mi difende ridendo, minimizzando.
    Io ho cercato di impormi e al mio ultimo compleanno ho rifiutato di portare fuori a cena lui e i suoi. Mi ha lasciata per telefono sparendo per tre giorni. Alla fine io, distrutta, lo ho ricercato e lui mi ha costretta a chiedere scusa ai suoi genitori che, per telefono, mi hanno detto di farmi curare perché sarei pazza.
    Tempo fa, però, ho scoperto che il padre del mio lui guarda i porno su Internet e lei è in cura in psichiatria nella città vicina al suo paese…..io poi cercavo un secondo figlio con questo uomo e abbiamo scoperto così la sua sterilità. Io ho accettato anche questo e mi sorbisco le continue richieste dei suoi genitori che vogliono un nipote perchè lui non li vuole turbare con questa notizia….
    Per calmarli ho anche tentato la pet teraphy con l’adozione di un gattino ma nulla, io sono sempre un mostro…ho portato mia suocera a teatro come voleva lei pagando tutto io…e mi ha fatto piangere la bambina perchè per lei è bello pizzicarla…
    Ferragosto, Halloween, Pasqua, Santo Stefano più almeno due fine settimana al mese io li ho passati con loro…addirittura quest’anno li ho portati in ferie a Rimini, e…lui si è lagnato tutto il viaggio che la macchina era uno schifo, lei che l’albergo non era alle loro aspettative….nonostante tutto, stavo tentando di reggere quando, due giorni fa, mentre stavo pulendo la porzione di bifamiliare che in teoria sarebbe del mio compagno, mia suocera è venuta a provocarmi e dire che doveva pulire lei. Io  ho rifiutato e ho anche chiesto aiuto a lui, che però era in bagno e si è limitato a dire che non poteva fare nulla…allora lei mi ha sfidato dicendomi «Che ti viene l’esaurimento nervoso, eh? Ma quanto ci stai male tu qui, eh?».
    A quel punto, sono sbottata: ho preso mia figlia, la mia borsa e sono andata via. Lui non mi ha seguita. Io ho cercato di chiudere ma lui mi sta confondendo: ieri mi ha tappezzata di sms dolci e oggi quando lo ho chiamato per chiedergli se mi potevo riprendere delle cose che mi servono che ha lui, mi ha parlato a stento, salvo poi, a fine telefonata, mentre attaccavo, dire un  «Ciao tesoruccio» piangendo….. Io non ce la faccio più, sono fisicamente ed emotivamente provata…c’è chi sostiene che la colpa sia mia e che devo farmi andare bene i suoi…ma io non posso, non riesco più a farmi umiliare davanti a mia figlia!
    Secondo voi, ho sbagliato io?

    Risposta
    Dr.ssa Federica Leva

    Cara Alessia,
    la sua ultima frase dovrebbe diventare un suo caposaldo: nessuno deve umiliarla, mai!, tanto meno davanti alla sua bambina. Non so chi le dica che è suo dovere subire le pretese dei suoceri, ma non me la sento di appoggiarli. Nessuno dovrebbe mai arrogarsi  il diritto di offendere, umiliare o sottomettere un’altra persona. Paul Valéry sosteneva che “Guardando bene, ci si rende conto che nel disprezzo v’è un poco di segreta invidia.” (Cattivi pensieri, 1942). Da quello che leggo, può darsi che nel suo caso sia proprio così.
    Non azzarderò un’analisi psicologica della famiglia del suo compagno, ma è chiaro che è formata da tre persone, e tre soltanto, ed è chiusa all’accoglienza di un nuovo membro. Da quello che scrive, viene offesa e respinta qualunque cosa faccia. E, cosa ancor più grave, il suo compagno non solo non la difende, ma minimizza il suo malessere. Questo è amore, secondo lei? È rispetto? Di solito non mi piace parlare in termini assoluti, ma un compagno dovrebbe o mediare la situazione, facendo un discorso chiaro e determinato a entrambi i genitori, o prendere una posizione in sua difesa. In caso contrario, è soltanto un figlio maggiorenne ancora aggrappato alle sottogonne della mamma.
    Si ponga una domanda e si risponda con onestà: ha bisogno di un uomo così? Se la risposta fosse sì, rimanga con lui, ma nella piena consapevolezza che questo significa sopportare anche la sua famiglia, nel bene e nel male. Se la risposta fosse no… ha già varcato la soglia di casa. Non ha bisogno di dimostrare a nessuno di essere capace di lavare i piatti o di essere una brava professionista. Se proprio, lo dimostri a sua figlia.
    La lascio con una massima di Achille Tournier: “Se il disprezzo può dare qualche sollievo, non consola mai.”, (Pensieri d’autunno, 1888).
    Cerchi di essere serena e lasci chi la disprezza in compagnia dei suoi foschi pensieri.
    Buona giornata!

    Risposta
Rispondi a: I suoi genitori mi disprezzano e lui li difende
Le tue informazioni:





<a href="" title="" rel="" target=""> <blockquote cite=""> <code> <pre> <em> <strong> <del datetime=""> <ul> <ol start=""> <li> <img src="" border="" alt="" height="" width="">

Risposta