Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr. Federico Baranzini dr. Federico Baranzini 1 mese, 1 settimana fa.

Ho chiuso una relazione con una ragazza borderline

    Buongiorno, vi scrivo per un confronto. Ho recentemente chiuso una relazione di un anno con una ragazza borderline con problemi di bulimia. Io ho 30 anni, lei 25.Ci conoscevamo già da qualche anno, e dopo un periodo di forte amicizia, tutto si è tramutato in amore, corrisposto. Lei semplicemente fantastica: bella, profonda, intelligente, sensibile, sesso meraviglioso. Sapevo già che aveva una sensibilità particolare per via di sue storie passate finite male, ma il coinvolgimento era troppo forte e mi ci sono buttato. Che dire, momenti fantastici alternati a momenti terribili.

    Ogni due settimane crisi e senso di vuoto e autosabotaggi che mettevano in discussione tutta la sua vita me compreso. Il tutto con in aggiunta una percezione ipernegativa della sua fisicità con conseguenti, ma fortunatamente saltuari, episodi di bulimia. La prima volta la lascio io dopo 4 mesi. Seppur innamorato pazzo, vedevo che non mi amava più, mi disse che le ero diventato indifferente. Dopo una settimana torna, mi dice che le manco e torniamo insieme. Tutto bellissimo (salvo alcuni momenti no) fino a dicembre. Lì mi lascia lei, perchè a detta sua non vuole trascinarmi nei suoi problemi. Dopo due settimane, vedendo che non riuscivamo a stare lontani, torniamo insieme. Ancora tutto bello, fino a due settimane fa.

    Lì riparte il distacco e l’indifferenza. Solo che al posto di essere alternata da momenti brutti di un paio di giorni ogni due settimane, la roba diventa davvero insana. Un giorno “Ti amo”, il giorno dopo “non sento più quello che sentivo prima”; nel pomeriggio “mi sei indifferente”, la sera “io ho bisogno di te”. Dopo due settimane così ho deciso di tagliare perchè era insostenibile. Nonostante fosse d’accordo, poichè era in un momento di indifferenza e vuotezza, continua a scrivermi, e leggo a volte i toni di una mancanza che sente.

    Ora, nonostante mi sia convinto che nonostante l’amore questa sia una relazione malata, perchè continua a scrivermi anche se non mi ama più? Pensate sia più saggio interrompere i contatti data la situazione, disintossicandomi così da una dinamica di dipendenza (che penso di aver nei suoi confronti, avvertendo forti momenti di vuoto) innegabile?
    Grazie in anticipo

    Massimo

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Caro Massimo,

    accolgo la sua richiesta e mi chiedo se ciò che ha affermato nel titolo nei confronti della sua ragazza, in riferimento ai problemi di bulimia e di personalità borderline, siano frutto di una sua valutazione o siano stati diagnosticati da un collega, forse chi ha in cura la sua ex ragazza. In ogni caso le si pone il problema di come gestire la relazione e i viraggi della ragazza. E’ caratteristica centrale dei disturbi di personalità borderline una instabilità delle rappresentazioni proprie e altrui (e quindi delle relazioni nelle quali tali persone sono impegnate), una difficoltà nella gestione delle relazioni e degli affetto collegati e un senso di vuoto che può essere colmato in differenti modi, più o meno disfunzionali.

    Non è semplice parlare di queste tematiche e comprendo il suo malessere in quanto non è facile relazionarsi con una persona che cambia idea in maniera così repentina e rimanda un senso di precarietà e instabilità alienante. Mi chiede e si chiede “perchè continua a scrivermi anche se non mi ama più?” . Difficile capire se l’ama ancora o meno, ma sicuramente cercare la vicinanza di qualcuno anche se con alti e bassi può rappresentare la scelta meno peggio rispetto al tornare a provare il vuoto di cui sopra. Trovare la giusta distanza è difficile e in attesa che la si raggiunga (a volte anche mai) si continua a oscillare tra avvicinamenti repentini (da lei ben descritti), in cui sembra come per magia andare tutto benissimo, e allontanamenti altrettanto repentini e scatenati da eventi grilletto spesso insignificanti o banali.

    Le sue considerazioni rispetto al fatto che questa relazione non rappresenti un rapporto sano non sono sbagliate in quanto un rapporto non dovrebbe essere basato su perplessità continue e sentimenti altalenanti, anche se in questo caso sembra esservi qualcosa che si oppone, almeno nella sua ex ragazza, all’instaurarsi di una relazione sufficientemente sana (un disturbo meritevole di approfondimenti?). Le consiglierei di soffermarsi a riflettere sulla condizione di vuoto che lei ha vissuto e che sembra fare eco a quella della sua ex ragazza : ha davvero bisogno per tappare quel vuoto di una relazione così?

    Cordiali saluti

    Federico Baranzini

    Risposta
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