Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr. Federico Baranzini dr. Federico Baranzini 6 anni, 5 mesi fa.

Fallimenti, solitudine e depressione

    man-164216_640 (1)Ho passato gran parte della mia vita ad osservare e ad agire di conseguenza, in nome del rispetto, della comprensione, dell’amore gratuito. Mi metto sempre nei panni degli altri, tendo a trovare le motivazioni dei loro comportamenti, e quando mi innamoro do tutto me stesso per il semplice gusto di dare.

    Ho 36 anni, separato da 8, padre di un figlio di 11 anni. In questi anni ho avuto solo una relazione con una donna poco stabile, è durata poco, il resto del tempo sono stato l’amante di molte donne, a volte per alcune di loro ho provato sentimenti forti, senza mai forzarle nelle loro scelte, scelte che non mi hanno mai visto protagonista della loro vita futura.

    Sento di non aver concluso nulla, sento di aver fallito sotto ogni fronte, sento di essere già morto. A volte la desidero la morte, la aspetto, vivo in attesa che qualcosa di risolutivo come la morte mi venga incontro, altre volte, vorrei avere il coraggio di farla finita, ma in quei momenti penso a mio figlio. Calcolo da sempre le conseguenze delle mie azioni, adoperando quelle che hanno il minor impatto negativo e quello maggiormente positivo per chi mi circonda, figuriamoci se non lo faccio per mio figlio. Allora arrivo al punto in cui sento il costante, incessante desiderio di smettere di provare emozioni, vorrei poter impazzire completamente e infischiarmi di tutto, ma non riesco, non sono io quella persona.

    Non so se sono depresso, se mi sto solo abbattendo un po’ troppo, non so cosa stia passando, so solo che nessuno sa davvero chi io sia e che cosa io stia passando, perché ormai sento che nessuno può capire, e se qualcuno capisce allora scappa, perché il dolore terrorizza e, in fondo, agli altri nascondo il vuoto ed il buio che porto dentro. Sono solo, e più sono solo, più voglio sentirmici, rinchiudendomi in casa e passando il tempo sul letto a dormire o a fissare il vuoto.

    Non so nemmeno se mi aspetto una vera risposta da queste righe o se avevo bisogno soltanto di dire cosa provo, come sto. Se non avete risposte per me, non importa, almeno ho buttato fuori qualcosa, rivolto a perfetti sconosciuti che mai sapranno chi sono davvero. Grazie per l’attenzione.

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Buongiorno,

    la sua situazione appare per molti versi non dissimile a tante storie di genitori separati e di crisi post separazione. Ma alcuni elementi che lei inserisce nel suo racconto lasciano dapprima intuire e poi confermare come per lei certi suoi atteggiamenti vittimistici e nichilistici siano fonte di un ritorno secondario e siano forse contorniati di aspetti narcisistici.

    Può pensare a modalità meno passive di ottenere l’attenzione e l’amore degli altri? E’ veramente interessato agli altri e alla vicinanza di una donna? Verrebbe da chiederle quale sia stato il motivo della vostra separazione…

    Cordiali saluti

    Risposta
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