Questo argomento contiene 4 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Blurryface 2 mesi fa.

Essere tristi a vent’anni

    Ciao, mi sono appena iscritta perche’ ho dei problemi con me stessa di cui voglio parlare, anche se non so se mi potra’ essere realmente d’aiuto.
    Non so come esordire perche’ nella mia storia non ci sono veri e propri traumi responsabili della mia sofferenza.
    Sono una ragazza di 20 anni e da quando ho memoria sono sempre stata piu’ triste che felice.
    La mia infanzia e’ stata praticamente perfetta: sono figlia unica cresciuta in una bella famiglia che va d’amore e d’accordo, senza problemi economici, i miei mi hanno sempre incoraggiata ed aiutata a fare cio’ che mi piaceva e ad esprimermi; ho sempre avuto dei buoni amici in grado di apprezzarmi, a volte ne avevo di piu’ a volte ne avevo di meno, ma non sono mai stata sola e, anche se ero solo una bambina, mi ricordo tante soddisfazioni praticamente in qualsiasi cosa mi cimentassi.
    Nonostante cio’ mi ricordo anche che quasi ogni giorno provavo ansia e tristezza ingiustificata e che spesso mi perdevo a lungo in pensieri di solitudine e incomprensione ai quali non so dare nessuna spiegazione.
    Crescendo poi sono stata sempre piu’ triste.
    I tre anni delle medie furono letteralmente un calvario per me, non sono mai piu’ stata tanto depressa: mi vedevo piccola, brutta, sfigata, mi sentivo in un mondo di adulti antagonisti e non mi ricordo un solo giorno felice. In realta’ ho pochi ricordi in generale di quel periodo.
    Alla fine della terza media avevo deciso di cambiare la mia vita e scelsi tutti i modi peggiori per farlo, ribaltai tutto: smisi di dedicarmi ad ogni mia passione, incominciai ad odiare profondamente i miei genitori senza sapere perche’, facevo qualsiasi cosa fosse considerata sbagliata, ero egoista.
    Nel primo anno di superiori, a quattordici anni, mi ero fissata come obbiettivo personale di perdere la mia verginita’ col piu’ bel ragazzo che avessi trovato, me la volevo strappare via come fosse un peso, mi faceva letteralmente schifo la parte bambina di me.
    Ottenuto quello che volevo, mi ricordo solo di essermi sentita persa.
    Fu l’inizio di anni in cui ho pensato e agito come una vera pazza: andavo con tantissimi ragazzi diversi, belli, brutti, buoni, violenti, della mia eta’ o anche molto piu’ grandi di me, pedofili, mi concedevo praticamente a chiunque mostrasse interesse per me, ho fatto soffrire moltissime persone, mentre io non provavo nulla, non so se si possa definire apatia.
    Ebbi anche vere e proprie relazioni, ragazzi con cui sono stata parecchio, anche anni, ma ai quali non rimasi mai fedele per piu’ di qualche mese.
    La cosa piu’ assurda di tutto questo fare sesso con chiunque e’ che non provai mai un orgasmo, neanche da sola. Non so quale fosse il motivo che mi spingeva a farlo.
    Ogni tanto soffrivo, mi chiedevo il perche’ e, senza riuscire a trovare una risposta, mi facevo schifo da sola. Ma la maggior parte del tempo non pensavo a nulla e non ero ne’ felice ne’ triste.
    Tutti intorno a me si rendevano conto che c’era qualcosa che non andava e cercavano di starmi vicino, ma io mi chiudevo sempre di piu’, perdendo gli amici e deludendo la mia famiglia.
    Un giorno feci una cosa strana: mi sentivo in dovere di dare una spiegazione al mio ragazzo dell’epoca per tutti i tradimenti e i miei complessi in generale, cosi’ mi inventai che ero stata stuprata e mentre parlavo mi sentii stuprata davvero. Quando la storia arrivo’ ai miei genitori non dissi nulla e ancora adesso non sanno se sia successo davvero o no.
    La scuola intanto andava e non andava, perche’ non mi impegnavo e saltavo molte lezioni, ma non persi anni.
    La mia vita sociale col tempo era diventata praticamente nulla, perche’ non ero stata in grado di tenermi gli amici che avevo e non sapevo come farmene di nuovi, uscivo solo con i ragazzi con cui stavo, che quasi sempre erano persone sole come me.
    Con non poca fatica, un anno fa riuscii a finire il liceo e presi una decisione che nessuno si sarebbe mai aspettato da me: decisi di partire per l’Australia con due mie amiche, lasciando a casa il ragazzo e tutte le poche sicurezze che avevo.
    Ora e’ dall’Australia che sto scrivendo, e’ quasi un anno che sono qua.
    Il mio ragazzo che avevo in Italia mi ha raggiunta qualche mese fa, dopo che le mie amiche sono tornate a casa.
    Qui ho trascorso dei mesi davvero felici, io e le mie amiche vivevamo in completa e autentica liberta’, tra droghe varie e musica anni ’60, eravamo delle hippie sulla cresta dell’onda. Che per me poi si e’ infranta.
    Ora e’ tutto esattamente come prima: non smetto di sentirmi sola, insoddisfatta, non vedo nulla nelle mie piccole conquiste, come aver imparato a lavorare e mantenermi; continuo a chiedermi il perche’ di tutto, per ogni problema continuo consapevolmente a prendere la decisione piu’ sbagliata; non so se voglio restare qui o tornare a casa, non so se sto bene con il mio ragazzo, di nuovo. Non so neanche se mi faro’ mai bastare un solo compagno.
    La mia testa e’ un casino di idee che non c’entrano nulla l’una con l’altra e il mio quadro di me stessa ora e’ schifoso: una persona piena di potenziale bloccata, insoddisfatta dalla vita e che neanche sa come potrebbe soddisfarsi, con una non indifferente dipendenza da tutto cio’ che dovrebbe divertirla, ma che in realta’ non la diverte. E tantissima malinconia per la me bambina.
    Da anni ormai ogni sera, Italia o Australia che sia, bene o male che sia andata la giornata, seguo il mio rituale di sprofondare nel divano, accendermi una canna e pormi sempre le solite domande sulla mia esistenza, sulle mie scelte, sulla mia felicita’…con accanto una persona che non mi conosce, perche’ non ha mai sentito nessuno di questi pensieri uscire dalla mia bocca.

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    Credo di amarti

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    ondainfranta

    allora aiutami..

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    Mi sembra di leggere di me stessa in questo post…

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    Ciao 👋🏻… vedo che hai scritto questo sfogo un po’ di tempo fa, ma se avevi voglia di parlarne allora , penso che tu ne abbia ancora un po’…allora innanzitutto , piacere , sono una ragazza di 18 anni , anche io abbastanza problematica … da quel che racconti , ho la sensazione (non ti conosco , quindi è un’ipotesi) che tu abbia bisogno di sentirti “viva”, ma di non riuscire a trovare un modo duraturo per raggiungere questa “sensazione”… hai provato a dimostrare che sei viva con un’adolescenza “spericolata”, fatta di mille esperienze…ti sei ritrovata sola , ma ti sei rialzata … sei andata avanti ma ancora ti senti sola…diciamo che è un po’ difficile esprimere quello che penso di te… hai detto che hai raccontato di essere stata violentata, e di aver avuto la sensazione che sia stato vero..ora dimmi , una ragazzina, che và con un uomo molto più grande di lei , non è una forma di violenza? Io credo che ti sei sentita così , perché in un certo senso è stato vero…cioè non trovo le parole ,ma un uomo adulto che va con un adolescente , tu come lo chiameresti? (ovviamente lasciando da parte quando si parla di amore)…ti sei sentita sola , hai avuto la sensazione di aver deluso la tua famiglia …secondo me tu volevi “punirti” (non prendere le mie parole come un giudizio , io mi taglio e mi brucio, quindi non sono migliore di nessuno..)…secondo me dovresti parlarne, apriti con chi ti sta più vicino … certo non posso dirti cosa accadrà , ma almeno provaci …so che rimanere nell ‘nonimato è più semplice … non so , ma penso che dato il tuo stile di vita te ne abbiano dette di tutti i colori: troia, drogata ecc..ma tralasciando il fatto che le persone si debbano fare gli affari propri, io non penso che tu sia così … tu stai male , nel senso che c è qualcosa che ti tormenta , che blocca la tua felicità … parlane … perché secondo me è davvero questo, cioè leggendo il resoconto della tua vita  l’unica cosa che mi viene in mente è abbracciarti … mamma mia..chissà quanto soffri…hai un ragazzo , un’amica ? Parla con uno di loro .. e se non ci riesci fagli leggere questo… tu non sei un fallimento , tu sei speciale … per favore , parlane

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