Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr. Federico Baranzini dr. Federico Baranzini 7 mesi fa.

Depressione grave e pensieri suicidi

    Buon pomeriggio. Nel 2013 sono stata per circa un anno in cura, per depressione grave. Ho interrotto le sedute, perché sentivo di essere notevolmente migliorata, e perché mi sentivo felice dopo tanto tempo. Da un po’ di tempo, però, i miei problemi sono tornati, peggio di prima. Non riesco a concentrarmi a lavoro, ho sbalzi d’umore gravi, perdite di memoria (veri e propri vuoti!!), giramenti di testa, e pensieri suicidi. Non mi sento realizzata, e sento come se in me ci fosse qualcuno che cerca in tutti i modi di farmi stare sempre peggio. Per esempio: se provo entusiasmo per qualcosa che devo fare, ecco che sento quest’altra ”me” che cerca di buttarmi giù, facendomi pensare a cose negative, tanto da farmi perdere tutto l’entusiasmo. A lavoro non riesco più ad essere allegra, odio tutti, non sopporto i clienti, non sopporto fare sempre le stesse cose meccanicamente, odio stare in mezzo alle persone. Altri giorni, invece, sto bene e non vedo l’ora di uscire di casa. Mi sono iscritta in palestra, e ci sono andata pochissime volte, perché non mi viene voglia di andarci, nonostante io mi sia iscritta molto volentieri e di mia spontanea volontà. Ho comprato un anno fa la chitarra, e ho interrotto un mese fa le lezioni, per mancanza di voglia e perché sentivo di non essere capace di fare niente (nonostante il mio insegnante mi abbia detto che sono molto brava). Non so più cosa fare! Non riesco a seguire nemmeno una dieta, perché non ho forza di volontà, e dopo un giorno sono di nuovo lì che mi abbuffo. Sono diventata paranoica, sono sempre triste e nervosa, odio vedere gli altri felici, e sono apatica. Non provo quasi più gioia nel fare nulla. L’altra ”me” sta prendendo il sopravvento. Penso sempre al suicidio… non so cosa fare!! Ho tanta paura di fare qualche pazzia… grazie per avermi ascoltata.

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Cara Marina,

    la ringrazio per l’apertura e per aver mostrato il desiderio di condividere il suo malessere. Per quanto non sia ben definita la tempistica con cui i suoi problemi si siano ripresentati in seguito all’interruzione della terapia a cui lei si è sottoposta e, contemporaneamente, non sia ben definito che genere di terapia lei abbia perseguito, se una farmacoterapia o una psicoterapia, è importante analizzare il dato che porta, ovvero la ripresentazione dei sintomi. Sulla base di quanto notato, sarebbe opportuno in primis riprendere il percorso precedentemente intrapreso in quanto le terapie impiegate per la cura dei disturbi psicologi vanno discusse con il medico o con lo specialista che la seguiva per fare il punto della situazione e decidere assieme, se è il caso di interrompere. E’ un piacere leggere che, in seguito a questo percorso intrapreso, lei si sia sentita meglio ma è proprio lo specialista che, insieme a lei, può valutare il miglioramento conseguito ed il perdurare di quest’ultimo. Perchè non riprovare? Forse parte del suo problema è proprio che fatica molto a chiedere aiuto e ad affidarsi un po’ di più a chi la può aiutare…

    Cordiali saluti

    Federico Baranzini

    Risposta
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