Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Claire 1 settimana, 2 giorni fa.

In crisi con la mia famiglia

    Sono una ragazza di diciannove anni e non ce la faccio più a vivere in casa mia, ogni giorno penso che vorrei andarmene, anche se sono consapevole di aver sempre ricevuto tanto dai miei genitori.
    Ho una sorella maggiore e un fratello minore con cui ho un rapporto un po’ particolare perché li vedo più uniti tra di loro, rispetto a quanto lo siano con me; loro sono sempre stati i bravi, belli e buoni in ogni contesto, principalmente quello scolastico. in generale non hanno mai sbagliato niente, non hanno avuto bisogno di spendere i soldi della famiglia in psicologi, shiatsu e qualsiasi cosa che i miei mi hanno dato per cercare di stare meglio. E comunque sembrano essere sempre stati quasi perfetti anche fisicamente, soprattutto paragonati a me che sono sempre stata uno yo-yo, sfogando le mie ansie sul cibo.
    Sono sempre stata considerata la ”pecora nera” della famiglia, ma non solo dai miei, anche dagli altri parenti, perché ho sempre avuto un modo diverso di approcciarmi a qualsiasi cosa rispetto a loro.
    In realtà di questa situazione mi sono abituata, o meglio, crescendo mi sono resa conto di venire apprezzata per quello che sono.
    Mia madre è la classica madre che ha scelto di smettere di lavorare per crescere meglio i suoi figli, e dopo quindici anni al di fuori del suo ambito si è ritrovata spiazzata di fronte ai cambiamenti e ha deciso di non riprovarci. nel frattempo si è dedicata all’arte perché l’ha sempre considerato l’ambito in cui avrebbe sempre dovuto lavorare, in cui avrebbe potuto essere brava, in cui si sente brava.
    Studio in un’accademia di belle arti, e ho frequentato il liceo artistico, perché l’arte è il mio modo di esprimermi; ma dopo il diploma avrei voluto prendermi un anno sabbatico perché non ero convinta di voler studiare ancora. i miei genitori non erano d’accordo, e non essendo convinta di potercela fare mi sono iscritta all’unico corso accademico nella mia città, anche se non è proprio quello che volevo fare, anziché trasferirmi e poi rischiare di fallire.
    ora mi sento inadeguata, perché non sono male in quello che faccio, ma non mi sento mai soddisfatta, anzi, certe volte mi sento inferiore agli altri ragazzi del corso, che evidentemente sono più portati e interessati.
    Ma i miei genitori non mi capiscono; mia madre non fa altro che dirmi cosa farebbe lei al mio posto, che sono fortunata a studiare arte perché a lei era stato negato, che dovrei applicarmi di più, che non posso essere mediocre perché con la mia testa potrei fare di tutto. poi mi da consigli (assolutamente non richiesti) su come svolgere le consegne, mi chiede se voglio un aiuto, poi se sbaglio dice che avrei dovuto ascoltarla, e mio padre sa solo darle ragione.
    con le altre persone si vanta di quanto io sia brava, dei miei successi, mi giustifica se faccio errori, mostra tutti i miei lavori con orgoglio, li espone in salotto e cose del genere; sembrerebbe la madre più dolce del mondo e con me è l’opposto, mi critica continuamente. credo si senta in competizione con me, e anche se dice che ho preso da lei le dà fastidio se i miei lavori piacciano di più dei suoi, e quasi si giustifica dicendo che lei non ha studiato.
    Mio padre non è quasi mai a casa a causa del lavoro e con lui non avrei problemi se lei non lo tormentasse dicendo solo cose negative su di me, sul fatto che secondo lei non mi applico e che spreco il tempo e cose del genere (ma vorrei far presente che non sono mai stata bocciata e che adesso ho fatto tutti gli esami con buoni risultati); così si innervosisce e non fa altro che darmi contro e insultarmi per qualsiasi cosa.
    In realtà per qualsiasi problema in famiglia alla fine si sfoga con me, perché sono quella che gli risponde, o comunque perché alla fine sembra che ci sia sempre qualcosa che parte da me se c’è qualche problema in famiglia.
    Per completare il quadretto, tra lo stress per l’esame della maturità, la conclusione di una relazione importante, e la pressione per iniziare questa accademia ho preso più di una decina di kg in meno di un anno e quindi oltre al problema dello studio i miei genitori non fanno altro che insultarmi e farmela pesare anche per questo. Credono che io stia bene così, sennò cambierei.
    Vorrei essere indipendente, magari sacrificando anche gli studi, vorrei lavorare, vivere secondo i miei tempi e rendermi conto da sola se faccio errori. non ce la faccio più della loro interferenza su ogni cosa, ogni scelta che faccio. non ce la faccio più di sentirmi inadeguata in ogni situazione, di dover sentirmi la figlia sbagliata ogni giorno. per assurdo, ho proposto ai miei di lavorare almeno solo nei weekend e me l’hanno proibito perché pensano che poi rischierei la carriera scolastica, però secondo loro non sono abbastanza indipendente… ha senso?
    Oltre a dirgli tutto quello che ho appena scritto quasi ogni giorno cosa devo fare?
    ogni giorno penso che vorrei scappare, poi mi sento in colpa. ma mia madre ricomincia a stressarmi e ritorno a pensare che scapperei. è l’unica via di uscita che mi sembra di avere. non me la sento di tornare da uno psicologo e fargli spendere ancora.
    penso che se vivessi da sola riuscirei a dare il meglio di me ovunque, a scuola, con me stessa e con loro.
    Però se qualcosa non cambia sono convinta che esploderò e me ne andrò via veramente.
    ringrazio chiunque leggerà questo papiro, se non ci saranno risposte almeno mi sento già meglio per essermi sfogata

    Risposta

    Forse sarò una dei tanti che avrà letto il tuo “papiro”, ma mi sento di risponderti.

    Anch’io vivo una situazione di crisi nella mia famiglia e, sotto certi aspetti, riesco a capirti veramente tantissimo. Vorrei scappare, evadere, ricominciare una nuova vita solo mia, con le mie regole, i miei orari, i miei errori da ragazza di 21 anni. A volte penso di farlo davvero, ma poi è come se mi mancasse il coraggio. Sai, tante volte ho anche pensato di farla finita. Mi facevano e mi fanno sentire una fallita, la figlia che nessuno vorrebbe mai avere al mondo. Eppure, non li ho mai delusi, su nessun versante. Da me hanno sempre preteso la perfezione, dovevo essere la loro “figlia da esposizione”. Mai una parola di troppo, mai un’uscita di troppo, mai niente di troppo. Ho sempre avuto una vita da “clausura”, ma ho sempre pensato che sarebbe arrivato anche il mio momento. Invece, mi ritrovo a 21 anni, chiusa in una stanza da più di 24h, punita (per non so quali motivi), in cerca di un biglietto aereo per andare via. Parole pesanti nei miei confronti, parole che fanno più male di uno schiaffo o di un pugno.

    Ti passano in mente tantissime domande ma le risposte sono nulle. Anch’io come te, ho cercato un confronto, una conversazione, ma niente… LA COLPA E’ TUA è sempre stata la risposta. Credimi, è bruttissimo da dire ma preferirei nettamente avere una vita SERENA da sola, piuttosto che vivere sotto pressione costantemente.

    Anch’io vado all’università, tra l’altro fuori sede, e adesso mi è stato detto che dovrò pensare io stessa al mio mantenimento, all’affitto, alle tasse universitarie. Beh, non mi spaventa il lavoro, anzi probabilmente preferirei lavorare subito piuttosto che studiare 3 anni, ma non possono chiedermi di mantenermi da sola, o meglio, non possono chiedermi di lavorare e studiare. Non lo so, sono molto confusa, amareggiata, delusa …
    Scusa per lo sfogo, spero anche tu mi capisca.

    Risposta
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