Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr.ssa Beatrice Dugandzija dr.ssa Beatrice Dugandzija 1 settimana, 1 giorno fa.

Crisi isteriche e rifiuto del no a 3 anni

    Buongiorno, sono la mamma di un bambino di quasi 3 anni e mezzo.
    15 mesi fa è nata la sorellina ed è ormai da alcuni mesi, che il bambino fa l’isterico per qualsiasi cosa, anche solo per chiedere un bicchiere d’acqua: anziché chiedere normalmente fa subito il piagnucoloso o l’isterico.

    Da un mesetto inoltre, si rifiuta di stare con i nonni e vuol stare sempre a casa e con mamma e papà: quando capita di portarlo fuori o dai nonni fa un sacco di scenate e pianti, dicendo che vuole stare con mamma e papà e vuole andare a casa sua.

    Se poi però lo si riesce a lasciare dai nonni o a portar fuori, diventa il bambino più felice del mondo e magari non vuol più andar a casa. Mio marito è per il cercare di convincerlo, ma a me sembra che più si cerchi la via del convincimento, più lui diventi prepotente.
    Abbiamo anche provato a lasciarlo urlare durante le scenate isteriche, ma è capace di andare avanti anche un’ora. I “no” poi, sono sempre male accetti. Come dobbiamo comportarci? Lo dobbiamo lasciare urlare cercando di spiegargli le cose con calma? Dobbiamo dargli le nostre decisioni come un dato di fatto o cercare di convincerlo? Premetto che quest’anno ha iniziato la scuola dell’infanzia, ma sembra piacergli molto: l’unica differenza rispetto all’asilo è che ora si ferma anche al pomeriggio.
    Grazie e buona giornata

    Risposta
    dr.ssa Beatrice Dugandzija

    Gentile signora,
    mi sembra di capire che suo figlio stia attraversando un momento di grande sofferenza. La nascita di un fratellino può a volte essere un evento traumatico, soprattutto per i primogeniti. Dall’essere “piccolo principe” della casa, si passa alla consapevolezza che la mamma soprattutto, ma anche il papà, vanno condivisi con un altro principino che riceverà lo stesso amore e le stesse attenzioni.
    L’angoscia di poter perdere l’amore e le attenzioni da parte della sua mamma e del suo papà può, essere pertanto davvero elevata.
    Alcuni bambini esprimo questa sofferenza attraverso le somatizzazioni (mal di testa, mal di pancia, eczemi, sonno disturbato), altri attraverso le regressioni (si comportano da bambini più piccoli; fanno ad esempio fatica a separarsi dalla mamma e dal papà, riprendono a fare la pipì a letto, vogliono di nuovo il biberon o il ciuccio), altri ancora attraverso una maggiore disregolazione emotiva, vale a dire fanno più fatica a regolare le loro emozioni: si angosciano, si arrabbiano molto più facilmente (“capricci”).
    In queste situazioni ciò che si può fare è quindi aver ben chiaro perché il proprio figlio si comporta cosi; cercare di capire come si possa sentire, sintonizzandosi sul suo stato emotivo, provando pertanto empatia nei suoi confronti; fargli capire che voi lo sapete che sta facendo tanta fatica e che siete orgogliosi di lui; che il vostro amore per lui è sempre immenso come prima, anche se ora vi è un altro bambino che amate in ugual modo; aiutarlo a regolare i suo stati emotivi, rimanendo calmi e regolati e non arrabbiandosi di fronte alle sue manifestazioni di rabbia e angoscia, ma anche contenendole, dandogli dei limiti (i “no”); creare dei momenti in cui i genitori posso dare di nuovo attenzione esclusiva a lui, organizzandosi delle attività piacevoli assieme a lui.
    Cordiali saluti

    Beatrice Dugandzija

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