Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  federica 4 anni, 2 mesi fa.

Borderline ed effetti collaterali da antipsicotici

    Capsule, Medicina, Medico, Salute, Farmaci, Farmaco

    Salve, in seguito alla diagnosi di DBP, lo psicoterapeuta mi ha consigliato l’assunzione di un antipsicotico atipico di cui ho dovuto diminuire la dose in seguito all’insorgenza di effetti collaterali (sindromi extrapiramidali). Ora mi sento perennemente stanca, dormo male e sono costantemente in ansia.

    Mi chiedevo:
    1.questi effetti sono un male necessario? Si presenteranno pur cambiando farmaco? Il senso di offuscamento a lungo andare è deprimente, anche perchè non riesco per nulla a studiare (in realtà a far nulla, in questo stato).
    2. perchè se i miei problemi sono “ideazione paranoide o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress” devo prendere continuativamente il farmaco per un anno o più?

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Buongiorno Federica

    le domande che pone sono molto delicate e merita un approfondimento che va oltre l’intento di questo forum.

    In ogni modo è vero che gli antipsicotici anche se di nuova generazione presentano effetti collaterali, soprattutto nell’area della riduzione della lucidità con sonnolenza o aumento dell’appetito o motoria come descrive è capitato a lei.

    Nella valutazione tra i pro e i contro che assieme al proprio curante si dovrebbe fare c’è implicita l’idea che se i benefici sono almeno paragonabili o maggiori degli effetti fastidiosi (collaterali appunto) allora l’assunzione va presa in seria considerazione.

    Questo è quindi anche un invito per lei a considerare (onestamente verso sè stessa prima di tutto) se l’introduzione del farmaco non abbia apportato anche dei miglioramenti nella sua vita (personale, relazionale, emotiva ecc…)

    La durata di una terapia non è facile da stabilire, e spesso si deve procedere a vista, ovvero, valutando nel tempo il modificarsi (ci si augura in meglio) del quadro clinico. Non credo che nessun medico possa prescrivere dei farmaci dando per scontato che il paziente li assuma tutta la vita. Semmai avviene di norma il contrario. Si tratta di vedere per quanto tempo si rendono necessari.

    Per questo la invito a parlarne apertamente con il suo medico, chi glieli ha prescritti. Gli esponga i suoi dubbi e perplessità. Ne parli

    Cordiali saluti

    Risposta

    Grazie mille per la risposta esaustiva, nonostante il tema un po’ difficile. Ne parlerò al più presto con il mio medico.

    Cordiali saluti,
    Federica

    Risposta
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