Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da dr. Federico Baranzini dr. Federico Baranzini 3 anni, 10 mesi fa.

Bisogno costante di rassicurazioni sulle mie scelte

    Sono una ragazza di 24 anni, neolaureata alla specialistica in relazioni internazionali e sto per intraprendere un percorso di un anno con un master e uno stage finanziati dalla regione.
    Sono una persona solare, empatica e comunicativa, non ho mai avuto problemi relazionali nè psicologi e mi considero una persona abbastanza equilibrata nel rapporto con gli altri. Tuttavia, in questo periodo di passaggio dalla vita universitaria al “mondo reale” e di attesa per l’inizio del mio progetto (il master partirà a metà ottobre), ho probabilmente avuto molto più tempo del solito per pensare e per stare da sola con me stessa e questo ha fatto riaffiorare un’insofferenza di fondo che spesso sfocia in discussioni (che io intavolo) con il mio fidanzato, nel non voler uscire molto (nonostante io sia una persona estremamente socievole e dinamica da sempre) e in un senso di “Boh” che non mi passa.

    Ieri ho accompagnato una mia amica dalla sua Counselor, che chiacchierando del più e del meno mi ha fatto riflettere sull’ambivalenza di fondo che mi porto dietro da diverso tempo: da una parte io ho le mie sicurezze, so cosa provo per il ragazzo, so qual è la strada che voglio intraprendere per il mio futuro, so chi sono e cosa voglio (come può saperlo una ragazza di 24 anni, ovviamente); dall’altra, da sola, metto continuamente in discussione tutto questo, cercando di minare in tutti i modi quello che provo e quello che penso e chiedendo a tutte le persone che conosco cosa ne pensano del mio ragazzo, piuttosto che dove vanno in vacanza, piuttosto che qualsiasi altra cosa. Questo “smontarmi da sola” mi porta a non essere sicura delle mie scelte, soprattutto sentimentali, e ho sempre bisogno che qualcun altro mi dica che sto facendo la cosa giusta perchè da sola sono quasi certa di sbagliare.

    Inoltre mi sono riscoperta un po’ invidiosa degli altri (sentimento che non mi appartiene), del fatto che trovino più facilmente di me un lavoro o uno stage oppure del fatto che facciano bellissime vacanze tra amici che, da una parte mi mancano molto e dall’altra non vorrei fare con chi mi ha un po’ delusa o non mi ha ancora stupita (positivamente) abbastanza.

    Di base penso ci sia il fatto di non aver elaborato fino in fondo il lutto per la perdita di mio padre, che è morto 5 anni fa e con il quale avevo un bellissimo rapporto, e di sentirmi troppo responsabile e forse anche un pochino succube, di mia madre (sono figlia unica) che ha solo me, qui, mentre tutta la famiglia è a Bari. Mi domando come mai ora, visto che negli ultimi 5 anni, nonostante lo studio e i numerosi impegni, ho avuto periodi “a tempo perso” in cui questa insofferenza non si è però manifestata; mentre adesso, forse per il momento di passaggio e di attesa per l’inizio del nuovo percorso, sono molto più dubbiosa e insofferente del normale, nonchè meno socievole.

    Risposta
    dr. Federico Baranzini

    Cara Gea

    la sua “autodiagnosi” credo sia giusta, il momento di passaggio sta catalizzando una reazione dentro di lei che la porta a farle sentire quel senso di “boh” e una minore propensione alla socializzazione.

    I riferimenti all’invidia, alle vacanze belle che lei non si permette o che rimanda (chissà) il suo riferimento ad una figura materna un po’ dipendente, lasciano immaginare che lei abbia sviluppato un forte senso di responsabilità e di “adultità” che l’hanno portara a raggiungere brillanti risultati ma dall’altro lato a “perdersi” dentro di sè. A perdere forse quelcontatto vitale con aspetti vivi e autentici di lei. E’ come se desse l’idea di aver sacrificato una parte più adolescenziale di sè ( forse per compiacere al papà? o forse proprio per la sua precoce scomparsa ne ha emotivamente “preso il posto” accando alla mamma?) a favore dello sviluppo di una immagine di sè che poi non corrisponde a quello che sente dentro, o meglio, che la rende insoddisfatta proprio mentre il suo ambiente (di vita e relazionale) sta cambiando.

    Mi ha sorpreso per esempio che di tutto non accennasse alla relazione con il suo fidanzato che, immagino, rimarrà qui in italia. Perchè? Forse che il viaggio altro non è che una modalità indiretta e protettiva di esprimere senza responsabilità diretta (o quasi) qualcosa di lei che vuole uscire fuori?

    Non mi resta che augurarle un buon viaggio!

    Cordiali saluti

    Risposta
Rispondi a: Bisogno costante di rassicurazioni sulle mie scelte
Le tue informazioni:





<a href="" title="" rel="" target=""> <blockquote cite=""> <code> <pre> <em> <strong> <del datetime=""> <ul> <ol start=""> <li> <img src="" border="" alt="" height="" width="">

Risposta