Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Emanuela Venanzoni Dr.ssa Emanuela Venanzoni 5 anni, 9 mesi fa.

Ansia notturna

    Buonasera e grazie in anticipo per la risposta.
    Sono un ragazzo di 18 anni, molto spesso da 5 mesi a questa parte mi capita di mettermi nel letto e di non riuscire a prendere sonno a causa di paranoie.
    Mi sono lasciato da poco con una ragazza, gli ultimi mesi sono stati decisamente stressanti, la situazione con lei era abbastanza pesante e la scuola mi terrorizzava. Passavo giornate stressanti e quando arrivavo nel letto avevo la testa piena di pensieri. Ma il problema è che questo stress sfociava in un’ ansia che si tramutava in paura di morire per infarto ictus e chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che a distanza di mesi lo stress è diminuito moltissimo ma questa ansia pervade ancora le mie notti, non so come superare questi momenti e godermi una nottata come si deve. Le uniche volte in cui bene o male riesco a stare sereno è quando dormo con mia madre… Forse il problema è che odio rimanere solo… Non lo so, lei cosa ne pensa? Come posso superare questo momento? Grazie mille in anticipo!

    Risposta
    Dr.ssa Emanuela Venanzoni

    Caro amico,
    da quello che scrive è stato molto probabilmente un periodo in cui ha affrontato diverse situazioni come una separazione ed anche le attività scolastiche che nella vita possono rappresentare eventi con una forte carica stressante che talvolta può sfociare in manifestazioni ansiose come attacchi di panico o ansie notturne che non le permettono di dormire bene.

    Come ha scritto anche lei nel tempo mi sembra di capire che si siano un pò attutite, ma che comunque continuano ad essere presenti e che non riesce a dormire se non in compagnia di sua madre, probabilmente è ancora presente una sensazione di ansia dovuta sia agli effetti della relazione interrotta, che tra l’altro ha sottolineato essere stata molto pesante, e sia per questi pensieri notturni che le impediscono di essere sereno e tranquillo, i quali immagino le prendano molta della sua attenzione.

    Le avrei diciamo suggerito di aspettare magari del tempo e di notare se queste manifestazioni potessero avere un’ulteriore diminuzione, ma può essere comunque utile nel frattempo consultare uno specialista che può aiutarla a comprendere, gestire e magari elaborare sia i suoi pensieri, che anche questa separazione che potrebbero aver portato l’emergere di questo stato ansioso.

    Un caro saluto,

    Dott.ssa Emanuela Venanzoni

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