Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Dr.ssa Emanuela Venanzoni Dr.ssa Emanuela Venanzoni 2 anni, 10 mesi fa.

Amore, rabbia e gelosia

    Ho 33 anni e da qualche mese sto con un ragazzo che ha 7 anni meno di me. Lui ha un carattere forte, non è una persona che si piange addosso, è molto orgoglioso e ha un atteggiamento da leader. Fondamentalmente mi è piaciuto anche per questo.
    Ultimamente, vivo male la storia. Sono diventata più gelosa, ma non è la paura di essere tradita il problema.
    Sono ossessionata dall’idea che lui non mi ami. Inizialmente questo timore esisteva ma era minimo. Adesso sta diventando invalidante. Quando mi dice “ti amo” non gli credo. Ormai sono tormentata dal terrore che non tenendo a me, presto troverà una buona scusa per lasciarmi.
    Se mi scrive frasi dolci penso:”Certo, sei bravissimo con le parole a dire cavolate”. Se non mi dice cose carine, invece, penso:”Ecco, non mi ama”.
    Ho sempre tenuta alla libertà mia e sua, infatti è libero di uscire con gli amici ogni volta che vuole e non gli ho mai vietato amicizie femminili, visto che anche io ho diversi amici maschi.

    Nelle ultime settimane, però, queste amicizie femminili iniziano a infastidirmi.
    Quando esce, voglio sempre sapere dove va e con chi. Se non mi scrive spontaneamente cosa fa o dove si trova, inizio a star male, non riesco a dormire e inizia a battermi forte il cuore.

    Tutto ciò non accadeva all’ inizio della storia. Era lui quello geloso che “rompeva”.
    E proprio adesso che si è deciso a fidarsi di me, sono diventata strana io.
    Lui inizia a non tollerare le mie paranoie. Dice che non posso stare ogni 5 minuti a dirgli che sto male.
    Non riesco nemmeno ad essere abbastanza lucida per capire se sono impazzita io oppure se lui, in fondo, mi sta dando segnali negativi.
    Non riesco a capirmi nè a controllare la mia paura e la mia rabbia… Perché sì… Purtroppo la verità è che io sono costantemente arrabbiata con lui.

    Risposta
    Dr.ssa Emanuela Venanzoni

    Gentile Mary,
    la ringrazio di averci contattato e di aver condiviso questo momento di difficoltà che da quello che scrive sta diventando un pò invalidante all’interno della sua relazione.

    Mentre leggevo la sua lettera, mi colpiva di come la situazione sia cambiata in così poco tempo e nello stesso momento in cui si è creata una fiducia sopratutto da parte del suo compagno, di per sè la gelosia non è un sentimento negativo, ma laddove questo possa creare limitazioni o associazioni con modalità rabbiose e di controllo, può nel tempo creare disagio sia a chi prova gelosia e sia alla persona che ne è oggetto.

    Da quello che scrive il suo fidanzato è una persona con una forte personalità e mi immagino che essendo più giovane di sette anni, abbia molte relazioni sociali o magari di lavoro, e mi chiedevo come lei possa vivere tutto questo in termini non di eventuale gelosia, ma come facente parte di un qualcosa della sua persona, che se ben gestito non toglie nulla al vostro rapporto e che, nello steso tempo, l’ha avvicinata a lui.

    Generalmente alcune manifesazoni di gelosia sono legate alla nostra autostima, a quanto ci si sente sicuri e sereni nelle nostre modalità e nel rapportarsi all’altro, e mi chiedevo visto il temperamento e la modalità da leader del suo compagno, come lei stava a contatto con un uomo di questo tipo.
    Ci sono molte cose che credo, laddove queste manifestazioni di rabbia e di chiamiamolo controllo continuino, andrebbero un pò viste e forse elaborate in riferimento magari anche ad altre sue precendenti relazioni.
    La fiducia è un momento della relazione fondamentale che va costruito nel tempo e laddove c’è fatica nel costruirla e nello stare sereni all’interno di una relazione affettiva, forse può essere utile porci attenzione e iniziare a comprendere come mai questo percorso non viene fatto.

    Se avverte che questa fiducia o queste emozioni così forti continuano ad emergere, forse potrebbe essere utile consultare uno specialista e lavorare insieme su queste dinamiche e sul come mai scattano queste forme di pensiero ricorsivo di non fiducia e di controllo verso la vita dell’altro.

    Un caro saluto

    Dott. Emanuela Venanzoni.

    Risposta
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